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Recensioni live. Recensioni dei concerti più significativi.

Brussels Jazz Festival 2024, seconda parte

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Si è tenuto al Flagey, casa della musica e del cinema di Bruxelles, dall’11 al 20 gennaio la nona edizione del festival che vede la direzione artistica di Maarten Van Rousselt. Di seguito la seconda parte del resoconto.

Brussels Jazz Festival 2024, prima parte

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Si è tenuto al Flagey, casa della musica e del cinema di Bruxelles, dall’11 al 20 gennaio la nona edizione del festival che vede la direzione artistica di Maarten Van Rousselt. Di seguito la prima parte del resoconto.

Trentesima edizione di Umbria Jazz Winter: seconda parte

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Il trentesimo genetliaco del festival che si tiene a Orvieto ha offerto musica di grande qualità, con belle sorprese. Qui di seguito la seconda e ultima parte del nostro resoconto.

Trentesima edizione di Umbria Jazz Winter: prima parte

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Il trentesimo genetliaco del festival che si tiene a Orvieto ha offerto musica di grande qualità, con belle sorprese. Qui di seguito la prima parte del nostro resoconto.

GAMO International Festival: «Non parlate di me»

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Lo sfaccettato universo interiore di Marilyn/Norma Jeane - fatto di insicurezza, fragilità ma anche di una profondità di pensiero inversamente proporzionale alla leggerezza dei ruoli interpretati - viene restituito su un triplice piano: la presenza scenica dell’attrice Giulia Perelli, che incarna credibilmente il tormento di Marilyn/Norma Jeane; la voce della soprano Zaniboni, che esegue versi (in versione originale inglese) delle poesie scritte dalla stessa Monroe; la voce fuori campo di Andrea De Luca, che riporta testimonianze e commenti, talvolta salaci, sulla persona Marilyn.

L’onda lunga del Bologna Jazz Festival

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Report del Bologna jazz festival 2023

Forlì Open Music, VII edizione

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Come questa settima edizione ha ampiamente confermato, Forlì Open Music è un festival (uno dei pochi in Europa, a dire il vero) che ha il coraggio di documentare una vasta gamma di tendenze ed espressioni riconducibili a una ricerca musicale svincolata da barriere ed etichette.

Jazz & Wine of Peace – seconda parte

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Meno coraggiosa delle precedenti, ma comunque apprezzabile dal punto di vista dei contenuti, la XXVI edizione di Jazz & Wine of Peace si è conclusa con un bilancio complessivamente positivo sul piano artistico e addirittura lusinghiero in termini di pubblico: 6000 presenze, anche in virtù della massiccia affluenza di spettatori austriaci. Confermata pienamente la vocazione di festival transfrontaliero, gli esponenti del Circolo Controtempo hanno giustamente voluto sottolineare la natura della manifestazione come occasione di incontro, confronto e scambio. Con l’auspicio – mai così attuale - che la parola pace, già insita nella denominazione, possa tradursi presto in realtà.

Un Glenn Ferris eclettico stupisce ed incanta al Barbizon di Parigi

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Il concerto si è svolto in due set, nei quali Ferris ha avuto modo di esplorare tutta la storia del jazz pescando brani di qua e di là, con una disinvoltura e padronanza che pochi musicisti al giorno d’oggi possiedono.

Jazz & Wine of Peace – prima parte

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Un'edizione contrassegnata dalla diversità e dalla necessità del confronto, in una cornice internazionale caratterizzata da un pubblico numeroso, appassionato e multietnico

Le marionette festeggiano il jazz e i suoi eroi

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La gloriosa Compagnia Colla inventa con Enrico intra e Maurizio uno splendido spettacolo sulla storia del Jazz animando Louis Armstrong, Duke Ellington, Charlie Parker, John Coltrane, Miles Davis ed il nostro Enrico Rava. I marionettisti fanno esguire alle loro creature temi simbolo del jazz in incredibile sintonia con i musicisti veri, che stretti a sinistra del palco eseguono la musica dal vivo. Una idea geniale per spiegare il jazz ai neofiti ed ai bambini. Un vero trionfo di comunicazione e spettacolo.

Joe Lovano & Jakob Bro: Bergamo, 24 ottobre

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È ancora possibile inventare dei suoni in un’epoca in cui la creazione musicale non è...

I Poeti del Piano Solo: Yaron Herman

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Pianista estroso e tecnicamente impeccabile, Yaron Herman riassume in sé molti tratti del pianismo contemporaneo: capacità di trasformare gli standards; adesione al proprio retroterra culturale;; inevitabili richiami ai giganti del pianismo jazz.

Barry Guy & Maya Homburger a Genius Loci

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Le molteplici componenti dell'dentità artistica di Barry Guy e Maya Homburger hanno trovato pienamente riscontro nella loro esibizione all’interno della Cappella dei Pazzi, divisa in tre sezioni distinte. La principale sfida consisteva nell’affrontare i non trascurabili problemi derivanti dall’acustica del capolavoro architettonico di Filippo Brunelleschi.

Brda Contemporary Music Festival, XIII edizione

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Brda Contemporary Music Festival significa partecipazione e democrazia in musica, scambio di culture ed esperienze. Il curatore Kaučič dimostra come si possa realizzare un evento dedicato alla sperimentazione con pochi mezzi e molto coraggio. Caratteristiche ormai quasi del tutto assenti nella stragrande maggioranza dei festival italiani.

Il trio Eternal Triangle incanta al Cafe Oto di Londra

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Trevor Watts con il suo trio incanta al cafe Oto di Londra.

Mountain Passages di Dave Douglas. I Suoni delle Dolomiti, 25 agosto 2023

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La performance del trombettista statunitense per la rassegna I Suoni delle Dolomiti.

Saalfelden Jazz Festival 2023, jazz ad alta densità partecipativa

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Si è tenuto dal 17 al 20 agosto il festival austriaco. Ecco il nostro resoconto.

Il trio di Danilo Pérez e il quartetto di Peter Erskine chiudono l’ottava stagione del Lecco Jazz Festival.

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I gruppi di Danilo Pérez e Peter Erskine sono stati protagonisti al Lecco Jazz festival. Il primo è stato accanto a Wayne Shorter negli ultimi anni della sua vita e ne ha ripresto silemi e composizioni, il secondo è guidato da uno dei primi componenti dei Weather Report dello stesso Shor. Un doppio filo che non è stato sinonimo di ripetizione ma di riopensamento e ricerca di strade più consone alla propria personalità.

Peter Erskine Quartet a Valdarno Jazz

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Sarebbe lecito parlare del quartetto di Erskine come formazione mainstream? Forse sì, pur considerando la freschezza e l'inventiva con cui il gruppo affronta un repertorio essenzialmente costituito da brani originali.