GAMO International Festival: «Non parlate di me»

Dedicata a Marilyn Monroe, l'opera musical-teatrale chiude il festival fiorentino

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Firenze, Murate Art District – Sala Ketty La Rocca

16 dicembre

«Non parlate di me quando me ne sarò andata, ve ne prego». Tratta da Marilyn Monroe Fragments. Poesie, appunti, lettere a cura di Stanley Buchtal e Bernard Comment (Feltrinelli, 2010) – questa frase apre e chiude in maniera significativa Non parlate di me. Vita, sogni e morte di Marilyn Monroe, lavoro presentato in prima assoluta come evento conclusivo della quarantaquattresima edizione del GAMO International Festival.

Il progetto è nato da un’idea di Paolo Carradori, che ne ha curato il libretto assemblando estratti dal suddetto testo, oltre a testimonianze di contemporanei dell’attrice (tra cui Arthur Miller, Truman Capote e Norman Mailer) e frammenti di poesia della beat generation. La regia è stata curata da Barbara Roganti, mentre la partitura è stata creata dal compositore Mauro Cardi. Ad eseguirla ha provveduto il GAMO Ensemble sotto la conduzione di Francesco Gesualdi, direttore artistico del festival: Sara Minelli (flauti in Do e in Sol, ottavino), Michele Bianchini (sax soprano, alto, tenore e baritono), Marco Facchini (violino), Nicola Tommasini (fisarmonica), Giacomo Piermatti (contrabbasso), Ilaria Baldaccini (toy piano), Giulia Zaniboni (soprano).

Il GAMO Ensemble – Foto cortesia del GAMO International Festival

Lo sfaccettato universo interiore di Marilyn/Norma Jeane – fatto di insicurezza, fragilità ma anche di una profondità di pensiero inversamente proporzionale alla leggerezza dei ruoli interpretati – viene restituito su un triplice piano: la presenza scenica dell’attrice Giulia Perelli, che incarna credibilmente il tormento di Marilyn/Norma Jeane; la voce della soprano Zaniboni, che esegue versi (in versione originale inglese) delle poesie scritte dalla stessa Monroe; la voce fuori campo di Andrea De Luca, che riporta testimonianze e commenti, talvolta salaci, sulla persona Marilyn.

Ricalcando la struttura del libretto, Cardi ha suddiviso la partitura in un prologo, sei scene e un epilogo. Ogni singolo episodio è contraddistinto da un accurato studio su contrapposizioni e combinazioni timbriche, che a seconda dei casi sfociano in schemi dialettici basati su chiamata e risposta, oppure in densi passaggi collettivi, ora melodici e godibili, ora segmentati e iterativi. Non di rado, negli insiemi si inserisce anche la voce della soprano in funzione prettamente strumentale. Tant’è vero che in alcuni momenti sembra addirittura di cogliere qualche traccia, qualche sentore dell’espressionismo della Seconda Scuola di Vienna.

Foto di Alessandra Panerai

Nei frangenti in cui Giulia Perelli svela gli aspetti più intimi, ma talvolta anche ingenui, della personalità di Marilyn, il toy piano sembra quasi evocare (e simboleggiare!) gli echi di un’infanzia infelice. Ad ogni buon conto, nell’esecuzione di una partitura che si integra con lo sviluppo narrativo spiccano l’efficacia di certi impasti timbrici e il ruolo privilegiato che viene loro assegnato. Ad esempio, toy piano-ottavino-violino; sax baritono-fisarmonica-pizzicato del contrabbasso; toy piano-basso con arco-violino-flauto-sax soprano.

Marilyn interpretata da Giulia Perelli – Foto di Polo Carradori

Verso il finale scorrono sulla parete spezzoni dei film interpretati da Marilyn. Il primo verso di I Wanna Be Loved By You, accennato a mezza voce da Giulia Perelli, suona come un mesto addio alla vita di una giovane donna bisognosa d’amore. Come recita un passaggio del libretto, «Norma Jeane, bambina amareggiata, cresciuta troppo in fretta».

Enzo Boddi

Foto – eccetto laddove indicato – cortesia del GAMO International Festival