Luciano Linzi: il trionfo di JazzMi 2017 e i prossimi obbiettivi

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JazzMi 2017
JazzMi 2017 al Teatro dell'Arte

Luciano Linzi, la seconda edizione di JazzMi pone Milano ai vertici nella offerta nazionale dei festival jazz. Immagino che per te, come direttore artistico, questo traguardo raggiunto alla seconda edizione sia motivo di notevole orgoglio. Quando hai varato il primo festival lo scorso anno ti aspettavi di ritrovarti oggi con questo traguardo già raggiunto?
Diciamo che avevamo delle buone sensazioni. Pensavamo che fosse davvero arrivato il momento giusto di riproporre a Milano un festival di questa importanza ed ottenere una risposta di pubblico e media sicuramente positivi. Ma il risultato dei primi due anni, l’entusiasmo, la partecipazione sono stati davvero sorprendenti.

Il festival del 2017 è stato ricchissimo in termini di quantità di eventi e di location. Ci puoi dare dei numeri?
I numeri sono: 80 location, 500 artisti, 120 concerti, 40 eventi speciali, 40 mila spettatori (+ 30% rispetto al 2016).

Luciano Linzi, direttore artistico di JazzMi - foto Luca Vantusso
Luciano Linzi, direttore artistico di JazzMi

C’è qualche momento di questo festival che ricordi con particolare piacere?
Direi il concerto Roots & Future che avevamo commissionato a Franco D’Andrea per celebrare i 100 anni della prima registrazione discografica jazz. Un concerto strepitoso, chiuso da una commovente Summertime in solo piano da Franco, una microstoria del jazz condensata in pochi, intensissimi minuti.

Il concerto della Sun Ra Arkestra guidata dall’irrefrenabile Marshall Allen e i suoi 93 anni, in una “Santeria” zeppa di giovani entusiasti e festanti. La vulnerabilità di Lee Konitz e una Round Midnight da brividi in un Teatro Dell’Arte col fiato sospeso davanti a tanta, pura bellezza.

I complimenti al nostro festival degli inviati di Jazzwise e Jazz Magazine.

Uno dei concerti di JazzMi 2017, con il salone pieno di pubblico
Uno dei concerti di JazzMi 2017, con la sala piena di pubblico

Risultati raggiunti e progetti futuri?
L’edizione era particolarmente delicata dopo il clamoroso successo ottenuto il primo anno. Nell’edizione 2017 abbiamo quasi raddoppiato gli eventi. Era un’edizione ancora più ambiziosa ma abbiamo vinto nuovamente la scommessa e, credo, abbiamo dimostrato la volontà di allargare il programma a tutti gli ambiti stilistici che ci eravamo prefissati. La Storia, l’attualità, il futuro di questa musica.

Lo spazio dato a progetti difficilmente ascoltati a Milano e di cui ci siamo presi il rischio come lo splendido Lovers di Nels Cline in cui il suo gruppo ha potuto collaborare con un organico di musicisti milanesi selezionati dalla Scuola di Musica Claudio Abbado e che hanno ricevuto i sinceri, entusiastici complimenti dell’arrangiatore Michael Leonhard al termine dell’esecuzione.

Il duetto di Rob Mazurek e Jeff Parker, il quartetto di Donny McCaslin. Il grande talento di Laura Mvula. La conferma del giovane talento britannico Shabaka Hutchings,  ed il successo di Binker & Moses per sottolineare l’effervescenza della nuova scena inglese. La splendida rappresentaza italiana con i gruppi di Gavino Sanna, Mauro Ottolini, Simone Graziano, Dan Kinzelman, i Chicago Stompers. E le nostre star Stefano Bollani e Paolo Fresu con progetti commissionati appositamente come “Nato a Milano” o mai ascoltati prima in città come “Altissima Luce”.

Il Blue Note ha avuto un incremento di pubblico notevolissimo nei concerti previsti nel cartellone del festival, registrando il tutto esaurito in entrambi i set di ogni concerto, cosa che avviene di rado nel resto dell’anno. La conferma del successo di pubblico è avvenuta anche in tutti gli spazi che hanno ospitato i concerti gratuiti e gli altri eventi. Anche in quelli che abbiamo utilizzato per la prima volta quest’anno come, ad esempio, l’agenzia Intesa San Paolo di piazza Cordusio.

Successo per le iniziative dedicate ai bambini, in particolar modo per GiocaJazz di Massimo Nunzi seguitissimo da tanti genitori e figli in spazi assai periferici. Successo per la mostra fotografica di Pino Ninfa in Galleria e soprattutto per quella di Roberto Masotti, Life Size Acts nello splendido allestimento di Palazzo Litta. Buone le presenze per le proiezioni dei film e documentari all’Anteo e ottime quelle per il ciclo di lezioni di Storia del Jazz di Claudio Sessa al Teatro dell’Arte.

GiocaJazz di Massimo Nunzi a JazzMi 2017
GiocaJazz di Massimo Nunzi a JazzMi 2017

Un ottimo riscontro d’interesse ha avuto anche la sezione Jazzdo.it realizzato grazie alla Siae e che era la vera novità di quest’anno: gli incontri di approfondimento sono stati seguiti ed hanno suscitato parecchio interesse, specie quelli che hanno visto protagonisti ospiti delle istituzioni culturali internazionali. Ma ci auguravamo una maggiore presenza di musicisti ad assistere a questi appuntamenti e su questo lavoreremo.

L’obiettivo per il futuro è quello di consolidarci ulteriormente, fare crescere il profilo internazionale del festival, ampliare il programma a proposte europee, creare nuovi appuntamenti nella sezione della divulgazione. Aumentare le opportunità di coproduzione con altri grandi festival europei, creare in collaborazione con iJazz una vetrina del meglio del nuovo jazz italiano per gli operatori stranieri.

E tantissimo altro. Abbiamo appena cominciato.

Giancarlo Spezia

Fotografie di Luca Vantusso

JazzMi 2017
JazzMi 2017