Letizia Onorati : un nuovo album con una super band

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Letizia Onorati - foto Roberto Cifarelli
Letizia Onorati - foto Roberto Cifarelli

Il secondo album da leader della cantante leccese Letizia Onorati si intitola «Notes and Words». Ne parliamo con lei.

Letizia, ti accompagna un super gruppo: Paolo Di Sabatino, Max Ionata, Flavio Boltro, Glauco Di Sabatino, Daniele Mencarelli, Giovanna Famulari, Bruno Marcozzi e troviamo anche l’incredibile voce di Sachal Vasandani. Come nasce questo combo?
Nasce dalla volontà di ricercare un nuovo percorso espressivo mantenendo una forte matrice jazz attraverso esperienze e sonorità differenti. Nasce inoltre dalla genialità di Paolo Di Sabatino che, partendo dai brani realizzati insieme, ha individuato le migliori personalità che potessero arricchire il progetto.

In particolare, come è avvenuto il tuo incontro con Sachal Vasandani?
Avevo già avuto modo di apprezzare le sue fantastiche qualità artistiche che esprime nelle sue produzioni, in modo particolare nell’ultimo progetto discografico di Gegè Telesforo ed è proprio grazie a lui che ho avuto l’opportunità di incontrarlo.

Un disco dove si macina anche tanto groove. Rispetto al tuo precedente lavoro sono cambiate molte cose. È la tua nuova via di interpretare la musica?
È un’evoluzione in cui ho potuto inserire influenze di funk, soul e di musica brasiliana, con l’idea di sperimentare un nuovo linguaggio.

A proposito di ciò, come hai proceduto nella scelta dei brani in scaletta?
I brani scelti sono una raccolta di esperienze diverse, tutte le sfumature di emozioni vissute in momenti di riflessione, crescita e condivisione. Proprio per questo la modalità espressiva scelta è diventata strumento comunicativo ottimale.

Troviamo alcuni brani che non appartengono all’universo jazzistico, come Yesterday. Ci sono altri brani che avresti voluto includere, ma non hai potuto farlo per ragioni di spazio?
Credo che il lavoro possa essere considerato completo con il ruolo centrale delle nuove composizioni e con i tre standard (considerando anche Yesterday come tale). Questi ultimi rappresentano il filo conduttore con la tradizione e con la mia precedente esperienza anche se, al tempo stesso, grazie ai preziosi arrangiamenti di Paolo Di Sabatino, contengono elementi di ricerca e innovazione.

In questo disco ti presenti per la prima volta come compositrice…
Sì, in questo disco mi presento per la prima volta come compositrice di un brano e autrice della maggior parte dei testi. «Notes and Words», appunto, è una crescita e una sfida.

Sei giunta al tuo secondo disco, mentre la crisi del mercato discografico continua a imperare. Secondo te quale sarebbe la via per risolvere questa crisi?
Continuo a pensare che sia fondamentale una crescita della cultura musicale di base, al fine di avvicinare quantità crescenti di pubblico. Inoltre credo che possa essere utile una evoluzione della regolamentazione delle dinamiche di mercato, provando a comprendere le esigenze dei fruitori e auspicando un maggior rispetto verso chi fa e produce musica.

Letizia, quando hai deciso di fare della musica la tua professione?
Il mio è un percorso parallelo tra finanza e jazz. Ho scoperto che non sono la sola, anche Sachal ha alle spalle esperienze nei mercati finanziari.

Qual è il tuo background artistico-culturale?
L’ultimo anno è stato palcoscenico di significativi traguardi: il completamento del percorso universitario, la realizzazione del nuovo disco, il continuo supporto formativo di Tiziana Ghiglioni e numerosi concerti in Italia e all’estero, come l’entusiasmante partecipazione all’International Jazz Day (Unesco) a Bruxelles. Per altro, proprio a Bruxelles a febbraio 2018 sono previste due importanti date presso l’Istituto italiano di cultura e il Sounds Jazz Club.

Quali sono le persone che vorresti ringraziare?
Sicuramente Paolo Di Sabatino, figura centrale nel mio percorso di crescita, poi Giovanna Famulari, con la quale ho voluto condividere anche questo nuovo progetto e inoltre Max Ionata, Flavio Boltro, Daniele Mencarelli, Glauco Di Sabatino e Bruno Marcozzi musicisti e persone eccezionali.

Qual è il tuo mentore spirituale nell’ambito vocale?
Non posso non ricordare tra le colonne portanti del canto jazz Ella Fitzgerald, Billie Holiday e Carmen McRae, continue fonti di ispirazione, mentre tra le contemporanee: Esperanza Spalding e Gretchen Parlato rappresentano per me un punto di riferimento.

Qual è il piano strategico che hai pensato per la promozione del tuo disco? 
Un’importante e intensa tournée nazionale che mi vedrà impegnata con tutta la super band, a cui faranno seguito le due tappe già menzionate in Belgio e altre date, con un’attività promozionale parallela sui social, ormai strumento indispensabile, con il fondamentale supporto di Marco Stanzani, e tutta la Red&Blue, come ufficio stampa.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Poter continuare a cantare, a suonare, a scrivere, a studiare e crescere.

Alceste Ayroldi

Letizia Onorati - foto Roberto Cifarelli
Letizia Onorati – foto Roberto Cifarelli