Culatello & Jazz – Boltro Meets Bosso

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Culatello & Jazz
Boltro Meets Bosso - foto di Serena Galasso

Culatello & Jazz – Castello di Roccabianca (PR), 8 settembre 2017

Culatello & Jazz si conferma una dei più indovinati appuntamenti tra quelli che cercano di coniugare l’alta gastronomia con jazz di qualità. Al centro di quelle terre verdiane ove sarebbe più semplice e scontato il connubio con la musica operistica, da nove anni si celebra questo riuscito matrimonio tra un jazz sempre vigoroso e vivace e il più raro e nobile dei pezzi di salumeria italiana: il culatello, circondato da una serie di piatti tipicamente emiliani. La cornice è quella, meravigliosa, del castello di Roccabianca proprietà della famiglia Scaltriti e sede della distilleria Faled, nel cui cortile ben trecento persone hanno potuto consumare una raffinata cena a cura dello chef stellato Massimo Spigaroli e assistere a due set. Il primo, in apertura di serata, era affidato all’incantevole voce di Elisa Aramonte, accompagnata da Michele Bianchi alla chitarra, Giulio Corini al contrabbasso e Michele Morari alla batteria, mentre nel secondo Flavio Boltro e Fabrizio Bosso si sono sfidati in una gara di bravura col sostegno del pianista belga Eric Legnini, di Massimiliano Rolff al contrabbasso e dell’australiano Adam Pache alla batteria.

Culatello & Jazz
Castello di Roccabianca – foto Giancarlo Spezia
Culatello & Jazz
Elisa Aramonte – foto di Serena Galasso

I due trombettisti si sono riservati alcuni brani a testa, e in altri hanno duettato mettendo in luce le rispettive caratteristiche: Bosso è stato guizzante e istrionico mattatore nei brani veloci, mentre Boltro ha dato un saggio della sua indole intimistica e raffinata, sempre delicatamente attenta alle sfumature. Molte le corde toccate dai due colleghi, che dopo anni di frequentazione si ritrovano alla perfezione in ogni frangente, dagli omaggi a Ellington (Lotus Blossom ed In A Sentimental Mood) a quelli a Miles Davis (Eighty One) e Michel Petrucciani (Cantabile). Particolarmente notevole la rilettura di Bemsha Swing, con l’intreccio delle due trombe in pieni e vuoti che esaltavano l’andamento enigmatico e spiraliforme del brano di Thelonious Monk. Eccellente la sezione ritmica, nella quale ha brillato Pache, inarrestabile propulsore con travolgenti ed improvvise accelerazioni nei brani veloci e capace di sottili poliritmie nei brani più complessi.

Anche quest’anno Culatello & Jazz ha fatto con largo anticipo il tutto esaurito, confermando il crescente gradimento dei parmensi verso questa manifestazione.

Giancarlo Spezia