Fred Hersch solo – Torino Jazz Festival – 30 aprile 2018

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Fred Hersch solo - Torino Jazz Festival 2018
Fred Hersch solo - Torino Jazz Festival - 30 aprile 2018

Fred Hersch incanta Torino mettendo il proprio sigillo sul Festival 2018

Fred Hersch solo – Torino Jazz Festival – Officina Grandi Riparazioni, 30 aprile 2018

La memorabile edizione 2018 del Torino Jazz Festival può vantare la scelta di musicisti poco visibili nel nostro paese. Il concerto di piano solo di Fred Hersch ne è il migliore esempio.

Troppo intimamente melodico per abbracciare l’avanguardia e troppo iconoclasta per attenersi ai rigidi schemi del mainstream, l’approccio di Hersch è quello di una visione totale, volta ad assorbire la lezione dei grandi maestri del jazz quanto ad inglobarvi temi pop, musica classica, influenze folk, tutte coerentemente fuse in un approccio vivido e personale.

Ad ascoltarlo senza conoscerne il notevole vissuto facilmente si potrebbe pensare ad un emulo di Brad Mehldau o di Ethan Iverson dei Bad Plus, per poi scoprire che essi sono stati nientemeno che suoi devoti allievi. Mehldau pubblicamente riconosce  che non avrebbe mai potuto sviluppare il suo stile senza l’influenza di Hersch. Anche altri pianisti come Jason Moran e Vijay Iyer hanno sposato questa impostazione, rendendola infine un movimento innovativo universalmente riconosciuto dal pubblico e dalla critica. Ma a pochi è noto che fu proprio Fred Hersch a gettare il seme di questo approccio con l’album «Forward Motions» del 1991 e che da allora ha ispirato uno stuolo di pianisti, spesso divenuti più celebri di lui.

Il concerto in solo di Torino è stato uno spettacolare esempio del suo stile unico, vivace e pulsante ma sempre alla ricerca della bellezza. Hersch si muove su un repertorio che va da Frisell ai Beatles passando attraverso Monk e lo fa erigendo muri di suono per poi distruggerli riportandosi in un’aura di leggerezza ed intimità. Il pianista alza la tensione e la scioglie, spesso in una sensazione di estasi percepibile e percepita dal pubblico.

Gran parte del vocabolario del jazz gli appartiene ma egli si confronta anche con sensibilità alla musica pop. Il suo approccio ricorda quello di Mehldau ma è curioso osservare il diverso trattamento della materia musicale. Entrambi hanno inserito brani dei Beatles nel loro repertorio ed Hersch ha eseguito a Torino For No One dall’album «Revolver», una struggente canzone che racconta la separazione di due amanti. Mentre Mehldau gioca con questi brani dall’esterno, rigirandoli con sapienza e gusto, senza farsi mai mancare un pizzico di lezioso autocompiacimento, al contrario Hersch è esattamente al centro del brano, ne assorbe l’intimo contenuto, lo fa suo come se ne stesse cantando le parole e le sentisse proprie con una partecipazione commossa e totale.

Fred Hersch solo - Torino Jazz Festival - 30 aprile 2018

Nel vorticoso caleidoscopio mostrato a Torino ha incantato un Caravan suonato in stile monkiano, come un Round’Midnight potentemente romantico.

Questa entusiasmante esibizione dal vivo ha permesso a molti di conoscere un musicista straordinario, che ci ha confessato di non avere purtroppo i giusti canali per suonare con più assiduità nel nostro paese.

Quest’uomo che una decina di anni fa sembrava perso per la musica e per la vita, cui è tornato dopo mesi di coma ed una lunga e paziente riabilitazione, durante al quale ha dovuto nuovamente imparare a suonare il pianoforte, oggi esprime nella tastiera in maniera gioiosa tutto il suo amore per la vita e per la bellezza che cerca instancabilmente in ogni nota, come se fosse l’ultima.

Giancarlo Spezia

Fotografie di Francesco Spezia