Aziza Mustafa Zadeh, stella luminosa a Nora Jazz Festival

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AZIZA MUSTAFA ZADEH
Aziza Mustafa Zadeh a Nora Jazz Festival 2017 - foto Eugenio Schirru

Nora Jazz Festival –  Women in Jazz, Teatro Romano di Nora, Pula – 12 agosto 2017

Concerti che valgono un festival, in grado di proiettare la stessa luce delle meteore che illuminano d’improvviso i cieli notturni d’estate. Così il coinvolgente live della pianista, cantante e compositrice azera Aziza Mustafa Zadeh, protagonista il 12 agosto sul palcoscenico dell’antico teatro romano davanti al mare, dell’ultimo appuntamento di Nora Jazz Festival.

Dedicata soprattutto all’universo femminile questa ottava edizione ha ospitato tra gli altri anche Rita Marcotulli che ha omaggiato Pino Daniele assieme al suo quintetto (special guest la vocalist Maria Pia De Vito, Nguyen Lee, chitarra, Tore Brunborg, sax, Israel Varela, batteria e Ares Tavolazzi, basso), il trio della jazzista argentina Karen Souza e la conturbante cantante portoghese Teresa Salgueiro.

Complici la volta stellata e una fresca brezza di maestrale la giovane star dell’Azerbajan, fasciata in un elegante chemisier a quadri e con un magnetico sorriso da Monna Lisa, ha costruito un avvolgente piano solo. Arpeggi veloci al servizio di un brillante pianismo con cui la pianista ha proposto una vorticosa girandola di motivi dai caleidoscopici riferimenti alla tradizione caucasica così come all’opera del padre Vagif, stella del jazz russo negli anni Settanta scomparso prematuramente a 40 anni e fautore di una fusion tra jazz e mugam,  la musica tradizionale azera. Figlia d’arte (anche la madre è una celebre cantante lirica) Aziza, nel seguire le orme paterne, ha ampliato gli interessi fino a costruire una musica di ampi orizzonti. Conosce la lezione dei classici, Bach e Chopin soprattutto, ma si nutre anche di molta contemporaneità. Evoca al piano Keith Jarrett e Bill Evans in un continuum che vive romanticamente di forti contrasti e decisi chiaroscuri. Energia e spiritualità allo stesso tempo, innovazione su antiche radici. Dal vivo Aziza Mustafa Zadeh è in grado di dispiegare una potenza rara fatta di esecuzioni ai limiti del virtuosismo, grazie a un controllo totale del ritmo e dell’arte del contrappunto ed una impareggiabile capacità improvvisativa.

Capitolo a parte i preziosismi della sua voce dotata di una notevole estensione: scat profumati d’Oriente e venati da un inedito blues in cui sembrano riemergere perduti canti popolari. E’ la magia appunto del mugam dell’Azerbajan, musica esplorata in chiave jazz e con risultati straordinari prima da Vagif, oggi è diventato un sound riconoscibile e apprezzato, proprio grazie all’opera della stessa pianista e di altri contemporanei come il pianista Shahin Novrasli. In oltre un’ora e mezzo Aziza Mustafa Zadeh ha disegnato un set avventuroso: dalla magica Oriental ornaments il set è proseguito per intriganti composizioni originali: Ramir Han’s Mimì, Seher, Despite All, September ballade, Concert n.2 e la travolgente New Baku. E’ un live che incatena quello di Aziza, l’arte del piano e le strepitose parentesi vocali sono il medium per raccontare del vasto e universale libro del jazz, capace di andare oltre gli schemi e abbracciare le musiche del mondo.

Walter Porcedda

Aziza Mustafa Zadeh a Nora Jazz Festival 2017 - foto Eugenio Schirru
Aziza Mustafa Zadeh a Nora Jazz Festival 2017 – foto Eugenio Schirru
Aziza Mustafa Zadeh a Nora Jazz Festival 2017 - foto Eugenio Schirru
Aziza Mustafa Zadeh, durante le prove, a Nora Jazz Festival 2017 – foto Eugenio Schirru