Archie Shepp “Attica Blues Big Band” – Jazz à Junas – 20 luglio 2018

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Archie Shepp & Attica Blues Big Band – Jazz à Junas – Cave di Junas – 20 luglio 2018

Uno tra gli album Impulse più celebri di  Archie Shepp è indubbiamente “Attica Blues”, scaturito dalla grande impressione suscitata dalla drammatica rivolta in un carcere nel 1971, costata la vita a trentanove persone tra prigionieri e secondini. La rivolta fu dettata dalla richiesta dei carcerati di ottenere diritti politici e migliori condizioni di detenzione e venne soppressa nel sangue dall’allora governatore Nelson Rockfeller. L’album di Shepp del 1972 dalla bellissima copertina ed oggi ricercatissimo tra i collezionisti vedeva una big band interpretare le composizioni di Shepp ispirate al triste fatto di cronaca.

Negli anni novanta, ormai stabilmente trasferitosi in Francia, il sassofonista decise di rinverdire i fasti di quell’album creando una big band che potesse eseguire quel repertorio ed altri brani dal suo songbook. Così nacque la Attica Blues Big Band, una formazione che si riunisce ancora oggi e che è anche giunta a vantare un organico di trentasei elementi, oggi ridotti ad circa una ventina.

Un ispirato Archie Shepp al sax tenore

L’orchestra si esibisce talvolta anche senza Archie Shepp ma l’occasione di vederla al completo è stata offerta dal festival di Junas, una piccola località del sud della Francia ove da 25 anni si svolge un festival dentro un affascinante anfiteatro naturale ricavato da una cava di pietra dismessa. Una location molto suggestiva che attira parecchio pubblico.

Shepp, spesso negli ultimi anni accusato di prestazioni altalenanti, ha viceversa confermato il suo eccellente stato forma già visto al recente Festival di Torino. Il leader ha lasciato larghi spazi ai suoi comprimari ma senza rinunciare al suo ruolo di leader carismatico e trascinatore.

Archie Shepp e l’Attica Blues Band nella suggestiva cava di Junas

Sin dalla prima nota si è capito che si sarebbe assistito ad una performance molto intensa. Se l’aspetto fisico è quello di un anziano signore, Shepp quando imbraccia lo strumento ritrova l’energia dei giorni migliori.   Il suo attacco rauco emoziona la platea e basta osservare il volto degli spettatori per capire come questa icona del jazz sappia ancora incantare il pubblico. Sfoggiando il suo caratteristico suono sottilmente vibrato, ora urlante ora dolce, questo sopravvissuto dell’era d’oro del free Jazz sferza il pubblico ed i suoi musicisti, trascinando tutti in un viaggio sonoro dentro alle sue composizioni.

Tra i musicisti erano inizialmente previste le presenze di Amina Claudine Myers e di Don Moye, poi sostituiti con gli abituali membri del quartetto di Shepp cioè Carl-Henri Morisset ed il batterista Steve McCraven.

Carl-Henri Morriset al piano

Una parte molto importante è toccata alla giovane e promettentissima cantante Marion Rampal, dalla voce cristallina ed espressiva. Un momento molto toccante ed intimo è stato il suo duetto con il sassofono e la voce di Archie Shepp nel brano Ballad For A Child.

La band ha espresso una grande energia, trascinata dal leader ed allo stesso tempo trascinatrice del medesimo. Fondamentale in questo l’implacabile spinta del batterista, ma quello che galvanizzava la platea era l’energia collettiva auto catalizzante, che è sempre rimasta sotto controllo senza sbavature. In particolare hanno fatto centro quelle parti nelle quali Shepp abbandonava il sax per dedicarsi al canto da consumato Bluesman. La sua voce rauca, modulata con grande estensione duettava con la band esaltando sia l’ensemble completo che i singoli musicisti chiamati all’assolo.

Michael Ballue (trombone) e il direttore musicale dell’Attica Blues Big Band Jean-Philippe Scali (sax alto)

Notevoli i solisti, tutti autori di prove convincenti in assolo, per onore di cronaca ve li citiamo:

Archie Shepp (sax tenore, sax soprano, voce)
Carl Henri Morisset (piano)
Alune Wade (basso)
Steve McCraven (batteria)
Thomas Savy (sax baritono)
François Therberge (sax tenore)
Virgile Lefebvre (sax tenore)
Jean-Phlippe Scali (sax alto)
Alexis Bourguignon (tromba)
Olivier Miconi (tromba)
Christophe Leloil (tromba)
Sébastien Llado (trombone)
Simon Sieger (trombone)
Michael Ballue (trombone)
Pierre Durand (chitarra)
Marion Rampal (voce)
Djany (voce)

Le cantanti Marion Rampal e Djany

Il repertorio si è concentrato sull’album “Attica Blues” (Steam, Blues For Brother George Jackson, Good-Bye Sweet Pops, Ballad For A Child) e su brani celebri come The Cry Of My People, Mama Too Tight, per chiudere con un travolgente Attica Blues che ha mandato letteralmente in delirio il pubblico.

Shepp è come un condottiero che non si tira indietro, il suo impavido grido pare voler trascinare con se tutta l’orchestra, in una sorta di inno collettivo all’eternità.

Giancarlo Spezia

Fotografie di Francesco Spezia