Dino Betti van der Noot «Où sont les notes d’antan?»

182

AUTORE

Dino Betti van der Noot

TITOLO DEL DISCO

«Où sont les notes d’antan?»

ETICHETTA

Stradivarius

 


 

All’indomani di una coppia di concerti tenuti al No’hma di Milano il 22 e 23 marzo scorsi, Dino Betti e i suoi si sono riuniti in studio per dare infine corpo a questo nuovo, bellissimo cd, quattro inediti (la title-trackThat Muddy Mirror, costruita sulla popolare Sciur padrun da li beli braghi bianchiThe Paths of Wind Threading the Dark Eyed Night) e, nel mezzo esatto, la ripresa di Velvet Is the Song of Drums – from Afar, già in «Space Blossoms» (1989), non a caso unico episodio in cui sopravviva un tematismo altrove di fatto assente, in favore di opulente pennellate e pulviscoli sonori, brevi riff, sbriciolature come sottopelle, sinuosità mai scivolose, una solennità intermittente fra l’epico e il liturgico, e tanto altro ancora.

Il titolo del cd, palesemente mutuato dal Villon (via Brassens) di Où sont le neiges d’antan?, dipende – come spiega lo stesso Betti nel booklet interno – «dalla domanda che ci poniamo su dove siano finite quelle note che ci hanno emozionato od ossessionato [e che affiorano], spontaneamente o volutamente, nella musica che facciamo» (e cita «King Oliver, Händel, Ellington, Morgan, Lewis/Carmichael/Newley, Gershwin»). Con tratto squisitamente ellingtoniano, «ogni brano – leggiamo ancora – è stato pensato fin dall’inizio per l’apporto personale e specifico dei solisti destinati a interpretarlo», elemento del resto palpabile, in una compenetrazione fra gesto e scrittura, coralità e individualismi (con Cerino, Visibelli e Parrini particolarmente in palla), che rasenta la perfezione.

Un ulteriore margine, infatti, deve pur esserci ancora, altrimenti dovremmo pensare che questo lavoro, forse il migliore in assoluto (verrebbe da dire il più maturo, ma per un signore di ottantun anni suonerebbe impertinente) di una lunga serie di grandi album, non ha possibilità di essere superato. Ciò che evidentemente non è: non saremmo certo noi a porre limiti alla provvidenza di rito.  

Bazzurro

 


 

DISTRIBUTORE

Milano Dischi

FORMAZIONE

Gianpiero Lo Bello, Alberto Mandarini, Mario Mariotti, Paolo De Ceglie (tr., flic.), Luca Begonia, Stefano Calcagno, Enrico Allavena (trne), Giancarlo Marchesi (trne b.), Sandro Cerino (alto, cl. b., flauti), Andrea Ciceri (alto), Giulio Visibelli (ten., fl. alto), Rudi Manzoli (ten.), Gilberto Tarocco (bar., cl.), Niccolò Cattaneo (p.), Filippo Rinaldo (tast.), Luca Gusella (vib.), Vincenzo Zitello (arpa), Emanuele Parrini (viol.), Gianluca Alberti (b. el.), Stefano Bertoli, Tiziano Tononi (batt., perc.), Dino Betti van der Noot (dir.).

DATA REGISTRAZIONE

Milano, fine marzo 2017