Rob Mazurek e Joe McPhee suggellano il XX NovaraJazz Festival

di Francesco Spezia

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Novara Jazz Festival 2023
Rob Mazurek Chicago/Sao Paolo Underground

Per il ventesimo anno dalla sua creazione il NovaraJazz Festival ha proposto un cartellone particolarmente ricco di eventi, concentrati nei primi due weekend del mese di giugno. Nel primo fine settimana si sono esibite alcune colonne del jazz italiano come Antonello Salis con Sandro Satta oppure il duo composto da Enzo Pietropaoli e Adriano Viterbini. Inoltre Anais Drago ha presentato un nuovo progetto Terre Ballerine, patrocinato e commissionato dal Centro WeStart, una piattaforma artistica curata da Enrico Bettinello che si ripropone di affiancare NovaraJazz nella creazione di produzioni originali.
Grande attesa era riservata al programma del secondo weekend, dove i membri della Exploding Star Orchestra di Rob Mazurek e le figure di Joe McPhee e Gabriele Mitelli avrebbero accompagnato il pubblico in un viaggio musicale unico, attraversando luoghi noti o nascosti del capoluogo di provincia piemontese.
La maratona di concerti è iniziata venerdì sera con un atteso e sentitamente desiderato concerto in solo di Pasquale Mirra, al ritorno dall’infortunio domestico che lo aveva tenuto forzatamente lontano dalle scene per qualche mese. Ne è scaturita una performance intensa e varia, sia nel repertorio della suite, sia nell’approccio allo strumento. In particolare la capacità di scandire il suono con intensità differenti a seconda della necessità e l’utilizzo di alcuni distorsori (come per esempio la carta di alluminio), hanno reso il concerto mai monotono e sempre ricco di spunti sia per il musicista stesso che per gli ascoltatori. Creatività allo stato puro.
Sabato mattina la giornata è cominciata a mezzogiorno con l’esibizione a Palazzo Natta del duo Damon Locks & Rob Mazurek che hanno presentato il loro New Future City Radio con ospite speciale Mauricio Takara. L’idea musicale non si discosta molto dall’assetto trovato coi Chicago/Sao Paolo Underground: Locks e Takara (o Chad Taylor e Takara) costruiscono un tappeto sonoro sul quale la tromba di Mazurek è invitata a librarsi. Nel caso di New Future City Sound ciò avviene su uno sfondo connotato da suoni urban e pesantemente influenzati dall’elettronica mentre per i Chicago/Sao Paolo underground il retroterra culturale è più affine ai canoni della poliritmia di matrice africana e brasiliana e ad alcune pagine dello spiritual jazz storico. Personalmente ho preferito il secondo gruppo ma non si può dire che New Future City Sound sia un progetto meno riuscito rispetto ai Chicago/Sao Paolo Underground.

Rob Mazurek con il suo trio a Novara Jazz
Chicago/Sao Paolo Underground

Nel pomeriggio abbiamo assistito al doppio concerto in solo a Palazzo Bellini di Nicole Mitchell al flauto e elettronica e Angelica Sanchez al pianoforte. Alla Mitchell è stata anche consegnata la prima Chiave d’Oro dell’edizione 2023, un riconoscimento dovuto ad una figura fondamentale della scena musicale chicagonana. Entrambe le esibizioni hanno ricevuto gli adeguati consensi: la performance della Mitchell è stata resa accattivante da un moderato utilizzo dell’elettronica, congeniale alla creazione di sfondi sonori reiterai sui quali il flauto traverso era chiamato ad intervenire mentre sono stati meno apprezzati gli intermezzi vocali. Anche Angelica Sanchez ha offerto una prova emozionante, breve e concisa ma allo stesso tempo fresca e originale.

Novara Jazz 2023
Nicole Mitchell premiata con la Chiave d’oro di Novara Jazz
Angelica Sanchez a Novara Jazz Festival 2023
Angelica Sanchez si è esibita al piano solo

La giornata è poi proseguita nel cortile del Castello Sforzesco Visconteo, dove il nuovo gruppo di Gabriele Mitelli ha incontrato il leggendario Joe McPhee per un secondo concerto dopo una data in Austria dei giorni precedenti. L’incontro ha dato alla luce un tirato set di quaranta minuti, dove Mitelli e McPhee erano chiamati a dialogare sull’infuocato tessuto ritmico concepito da una delle ritmiche più micidiali del momento quando si parla di avant-jazz: il duo inglese John Edwards – Mark Sanders, protagonisti insieme di centinaia di concerti e registrazioni. Il concerto prodotto in cooperazione con l’etichetta milanese We Insist! Records verrà prossimamente pubblicato in formato fisico e si prospetta essere uno dei dischi rivelazione dell’anno.

Novara Jazz Festival
Il tenorista Joe McPhee, anche a lui la chiave d’Oro 2023

La serata si è poi conclusa nel cortile del Broletto, dove da anni è allestito il main stage, con il concerto della Exploding Star Orchestra diretta da Rob Mazurek. Purtroppo il fatto che l’evento fosse ad ingresso gratuito ha pregiudicato in parte un ascolto concentrato da parte del pubblico più affezionato: per quanto la scelta di offrire concerti gratuiti sia stimabile e in parte condivisibile, può funzionare per alcuni eventi come quello dei Torino Unlimited Noise o dei BCUC – Bantu Continua Uhuru Consciousness, dove il pubblico è implicitamente invitato a partecipare ballando o cantando, mentre per la Exploding Star Orchestra la cornice di un teatro sarebbe stata più consona al tipo di musica proposto, di certo gioioso e coinvolgente ma anche abbastanza impegnativo in alcuni passaggi.
Le atmosfere musicali sono state simili a quelle contenute in “Dimensional Stardust” e “Lightning Dreamers”, le ultime due fatiche discografiche della Exploding ma in particolare è stata omaggiata la figura della compianta Jaimie Branch, membro stabile delle ensemble prima della sua recente prematura scomparsa. L’organico era un ottetto dove la sezione ritmica composta da doppia batteria, vibrafono e contrabbasso svolgeva un fondamentale ruolo di propulsore per gli interventi solistici in primis di Mazurek ma anche di Nicole Mitchell e Angelica Sanchez (quest’ultima veramente penalizzata nelle sezioni in trio dal brusio della piazza).

Exploding Star Orchestra

Il giorno successivo il festival è giunto alla sua conclusione, aprendo la giornata con un apprezzatissimo concerto per organo solo di Veryan Weston, che per l’occasione ha scritto una suite proposta in anteprima mondiale presso la Chiesa di San Giovanni Decollato. Nel pomeriggio è stata consegnata l’altra Chiave d’Oro a Joe McPhee presso la Chiesa del Carmine. Un’emozionata introduzione di Riccardo Cigolotti ha ricordato alcuni passaggi chiave della carriera di McPhee, fra i quali l’essere uno specialista del sax solo da quasi cinquant’anni, come documentato dai mitici vinili Hat Hut di metà anni 70’. Finiti i convenevoli si è passati all’azione con McPhee che ha prima declamato una poesia di sua composizione sulla figura di John Coltrane, per poi imboccare il sax tenore per suonare un paio di improvvisazioni più il bis conclusivo. Notevole la tecnica strumentale del tenorista originario di Miami, in grado di urlare alcune note nell’imboccatura dello strumento e facendole risuonare nell’ottone, per poi tornare al classico utilizzo dell’ancia. A 84 anni McPhee appare in ottima forma e non sembra aver intenzione di lasciare le scene a breve, per cui ci auguriamo vivamente altre occasioni in futuro per assistere le sue esibizioni.

Organo solo di Veryan Weston alla Chiesa del Carmine di Novara
Joe McPhee in solo

La giornata volgeva alla conclusione nel corridoio della Soprintendenza dove Gabriele Mitelli si è esibito in compagnia della sezione ritmica della Exploding Star Orchestra per la prima volta in assoluto, dando vita ad un set piacevole ma non all’altezza del giorno precedente sia per intensità che per istinto creativo. Successivamente ci si è trasferiti nei chiostri del Duomo dove Mazurek ha suonato il terzo concerto in tre giorni con i suoi Chicago/Sao Paolo Underground ai quali ci si riferiva ad inizio articolo.
Si chiude così la ventesima edizione di NovaraJazz, il festival più libertario del panorama italiano, dove il pubblico stesso partecipa al processo creativo grazie alla presenza indisturbata di fotografi, reporter, giornalisti e accaniti appassionati pronti a documentare l’evento in ogni forma possibile, creando una piccola ma coesa comunità di persone, unite dalla passione per il jazz più creativo e sperimentale.
Francesco Spezia

Foto Paolo Gabutti e Hans Jürgen W. Zimmermann

 

Gabriele Mitelli
Gabriele Mitelli alla tromba
Chicago / Sao Paulo Underground