Esce oggi Mindif il nuovo singolo di Abdullah Ibrahim

Il nuovo album 3 sarà pubblicato il 26 gennaio.

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Oggi il leggendario pianista e compositore sudafricano Abdullah Ibrahim annuncia la pubblicazione di un nuovo album intitolato «3», in uscita il 26 gennaio per la Gearbox Records. Nella circostanza, Ibrahim ha condiviso una nuova registrazione del suo storico brano Mindif.

L’annuncio del nuovo album arriva dopo i concerti di compleanno dell’oggi ottantanovenne pianista, che si sono tenuti il 14 e il 15 ottobre alla Hirzinger Hall. Tali concerti, che si svolgono nella Germania orientale, sono ormai una tradizione. Questa grande sala è famosa per la sua incredibile acustica e l’esibizione in solo piano del maestro del jazz è uno dei momenti salienti di ogni anno. Nella Hirzinger Hall, tra l’altro, Ibrahim ha registrato durante il lockdown il suo album «Solotude», assai acclamato dalla critica.
Tratto dalla sua recente esibizione – che ha visto il tutto esaurito – al Barbican Centre di Londra, il nuovo album «3» si articola in due performance: la prima è stata registrata senza pubblico, prima del concerto, direttamente in analogico, mentre la seconda riporta una parte del concerto serale, dove a Ibrahim si uniscono Cleave Guyton (flauto, ottavino, sassofono), già collaboratore di Aretha Franklin, Dizzy Gillespie e Joe Henderson, e l’apprezzato bassista e violoncellista Noah Jackson, entrambi membri di Ekaya e già presenti nell’album di Ibrahim «The Balance».

Le registrazioni presentano una serie di nuovi brani e di commoventi arrangiamenti influenzati dalla musica del periodo formativo di Ibrahim (gospel e jive, jazz americano e musica classica, sacra e profana), oltre a versioni di brani di suoi amici ed eroi come Duke Ellington e John Coltrane. Possiamo ascoltare anche delle incantate performance vocali di Ibrahim, che crea un momento di grande potenza con strazianti brani sul dolore della schiavitù, cantando sia in una lingua del Sud Africa sia in inglese. Il tutto è accentuato dalla mancanza di percussioni, che mette in risalto i momenti più toccanti e quelli più energici.
Il primo brano estratto dal disco, intitolato Mindif, è tratto dalla registrazione dal vivo e chiude l’esibizione della serata con un magistrale equilibrio di intimità, catarsi e introspezione, mentre Guyton e Jackson si muovono attorno all’appassionato sound di Ibrahim. La durata del brano è di sette minuti, ma gli ultimi tre sono interamente dedicati agli applausi del pubblico: una conclusione appropriata per un’esibizione come questa.
Abdullah Ibrahim (che a inizio carriera ha inciso anche come Dollar Brand) è uno dei musicisti più famosi del Sudafrica. Nato sotto il regime dell’apartheid, dove il jazz era vista come un atto di resistenza, Ibrahim ha scritto una grande quantità di composizioni, e la sua musica viene spesso definita come portavoce della libertà. Il suo grandioso brano anti-apartheid Mannenberg (pubblicato come Capetown Fringe negli Stati Uniti) è stato considerato un inno nazionale non ufficiale in Sudafrica, e Ibrahim si è persino esibito in occasione dell’insediamento di Nelson Mandela, il quale lo definì «il nostro Mozart».

Ibrahim ha suonato praticamente con tutti, da Duke Ellington a Max Roach, da John Coltrane a Ornette Coleman, ed è il padre del rapper underground Jean Grae.
Abdullah Ibrahim è stato recentemente insignito dell’Ordine del Sol Levante, una delle massime onorificenze del Giappone. Ibrahim è stato uno dei numerosi destinatari stranieri delle onorificenze imperiali della primavera 2020, conferite da Sua Maestà l’Imperatore del Giappone. Il premio è stato conferito a Ibrahim in riconoscimento del suo impegno di una vita nell’emancipazione del popolo sudafricano e del mondo intero attraverso la sua musica, nonché del suo contributo all’amicizia tra Giappone e Sudafrica attraverso le sue opere, le sue performance e la sua profonda comprensione della cultura e della spiritualità giapponese. Nella sua fattoria di 800 ettari nel Kalahari, il pianista ha in corso un progetto che coinvolge la comunità locale e le vicine Botswana e Namibia, concentrandosi su musica, movimento, medicina, meditazione e biodiversità Satoyama, ovvero la cosmologia giapponese della conservazione e della creazione di una coesistenza armoniosa tra uomo e natura.