Napoli in jazz, l’OJS incontra Enzo Avitabile a Sassari e Cagliari

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Napoli in jazz
L'Orchestra Jazz della Sardegna diretta da Mario Raja con Enzo Avitabile (foto Agostino Mela)

Neapolitan way of jazz. La via partenopea al jazz è un incrocio di strade, tra soul, blues e accenti mediterranei secondo la personale e dinamica visione di Enzo Avitabile, musicista di temperamento, spericolato sperimentatore di ritmi e suoni, attento e ossequioso delle radici, non solo quelle della sua regione ma anche di altre terre come la Sardegna. Da anni infatti il musicista napoletano con questa isola coltiva un rapporto speciale mediato dall’amicizia e la collaborazione con musicisti di livello come Mauro Palmas, custodi della tradizione qual’è il suonatore di launeddas Luigi Lai e la cantante Elena Ledda. E qui é nato “JazzOp” il singolare incontro con il largo ensemble, composto da strumentisti di prim’ordine, l’Orchestra Jazz della Sardegna, fondato a Sassari da Giovanni Agostino Frassetto. Una produzione dedicata proprio alla figura di musicista a tutto tondo, ricercatore ma anche artista di palcoscenico che ha collaborato con star internazionali della soul musica, da James Brown a Tina Turner fino al compianto re del blues partenopeo, Pino Daniele. E’ venuto fuori un omaggio ben calibrato attorno alla storia artistica stessa di Avitabile, frutto di una rilettura studiata ad hoc per grande orchestra come è l’OJS (uno dei pochi in Italia con queste caratteristiche, che ha fatto spesso da palestra di giovani talenti) che ha voluto e presentato con successo a metà di marzo nei teatri Comunale di Sassari e l’Auditorium “Palestrina” di Cagliari (in questo spazio con l’organizzazione della Via del Collegio). Un rosario di motivi tratti dal rigoglioso e variegato songbook di Avitabile (più cover e tributi vari) riarrangiati in modo impeccabile con classe puntigliosa da Mario Raja (collaborazioni con Luciano Berio, Giuseppe Sinopoli e Stevie Wonder) che in questi concerti, protagonista principe anche sul palco proprio la star napoletana, ha diretto con mano sicura l’ensemble orchestrale in un percorso seducente, a tratti trascinante, sino a raccogliere meritate standing ovation.

L’Orchestra Jazz della Sardegna con Enzo Avitabile e il direttore Mario Raja (Foto Agostino Mela)

La scaletta è d’altra parte ben costruita con un attento mix di motivi cuciti assieme da una lettura jazzistica che lasciava ampi spazi agli assoli: dal tenorista Massimo Carboni al sax alto di Gianpiero Carta alle trombe di Giovanni Sanna Passino e l’emergente Emanuele Dau, il trombonista Salvatore Moraccini e l’ottimo pianista Mariano Tedde. Una orchestra quadrata, che ha offerto un suono compatto, senza sbavature, puntuale nelle cavalcate swing, rigorosa e precisa nel ritmo quanto agile e di solare duttilità nell’assecondare le impennate funky di Avitabile cesellando le sue malinconie blues. Il concerto si è aperto all’insegna della napoletanità con un classico come “Il Preludio di Pulcinella” tratto da “I Dieci Comandamenti” di Raffaele Viviani (opera ultima di cui non vide la messa in scena), già arrangiata e diretta dallo stesso Maja, undici anni fa con l’Orchestra Napoletana di Jazz, in occasione del festival di Pomigliano. La riscrittura in chiave jazzistica del brano, ironico e corrosivo, è convincente quanto le prove in solo degli ottimi Sanna Passino (tromba) e Gianpiero Carta (sax) e Salvatore Moraccini (trombone): un bel biglietto da visita che mette subito la serata sul binario giusto del jazz e di Napoli, ancora più chiaro subito dopo con il brano di Pino Daniele “Lazzari felici”. Impreziosito dai soli di Carboni e Tedde, riporta immediatamente la memoria al primo periodo creativo di Daniele, quello delle lucide e straordinarie fotografie di Napoli, autentici reportage in musica e poesia. Occorre segnalare come la riscrittura jazz di Raja anche in questo caso, come negli altri del resto della serata, non sono stati mai scontati e superficiali, magari inclini all’americanismo, ma esempio di chi cerca invece vie originali scavando in quel grande scrigno di tesori di canzone e musica napoletana. Il risultato è innovativo e poco toglie, sia agli spazi individuali dei solisti, come al suono della stessa orchestra.

Enzo Avitabile e alcuni musicisti dell’OJS all’Auditorio di Cagliari (foto Agostino Mela)

Lazzari felici” offre la sponda giusta per l’inserimento carismatico di Avitabile che si presenta con il “saxello”, uno strumento a fiato di sua invenzione: costruito con il rame e il legno in parte riprende i timbri e le sonorità delle tradizionali ciaramelle mescolandole a quelle del sassofono. Uno strumento come potente medium della impressionante e contagiosa energia del musicista che quasi a segnare uno dei confini più cari della sua ricerca etnomusicale ripropone una intensa “Maronna nera”. Un canto intriso di religiosità, una nenia ossessiva guidata da un drumming incalzante. Come è anche la hit “Soul Express” cavallo di battaglia di Avitabile (anche qui nei soli da segnalare un superbo Carboni e un inesauribile Tedde) cantata in coro dal pubblico. E’ la volta degli omaggi. Il primo, appassionato e fortemente melodico di “It’s A Man’s World” ricorda con amore l’irrefrenabile James Brown con il quale Avitabile collaborò e “Yes I Know My Wave”, brano bandiera di Pino Daniele punteggiato dalla tromba dal suono frizzante e cristallino del giovane Dau (mentre nel primo brano si è assistito al passaggio di testimone dei due sassofonisti, Carta e Carboni).

I sassofonisti dell’OJS Giampiero Carta e Massimo Carboni nel concerto di Cagliari (foto Agostino Mela)

Immancabile anche l’atto d’amore verso la Sardegna di “Viento e dimane” frutto della collaborazione tra il musicista napoletano e il maestro Luigi Lai. Qui l’arte di Raja tocca vette alte con l’ordito sapiente e sorprendente assegnato agli strumenti, dal corno francese alla chitarra, in grado di mutuare e riprodurre il fraseggio delle launeddas nel tema sardo de “su ballu ‘e missa” quando va ad intrecciarsi con la melodia del canto napoletano. L’evergreen “Caravan” con il chitarrista Antonio Pitzoi in evidenza suggella il concerto che affida la sua chiusura a una travolgente “Sex Machine” di James Brown con uno scatenato e swingante Avitabile maestro di danze e cerimonie nel bis “Soul Express”.

Un’immagine di Enzo Avitabile durante il concerto cagliaritano di “JazzOp” (foto Agostino Mela)

Prossimo appuntamento del ciclo di produzioni “JazzOp” curate dall’Orchestra Jazz della Sardegna è con un classico delle fiabe musicali, “Pierino e il lupo” di Sergei Prokofiev e la presenza di Stefano Belisari, Elio delle Storie Tese, nei panni della voce narrante. L’opera sarà eseguita il 17 aprile a Sassari e l’indomani a Cagliari. Gli arrangiamenti ad hoc per l’OJS sono del compositore e chitarrista Roberto Spadoni che dirigerà anche l’ensemble nei due concerti, presentando in chiusura di serata “Cuernavaca” suite di brani di Charles Mingus curati dallo stesso Spadoni. Ultimo appuntamento è con “Sing and Swing”, un programma di motivi riarrangiati da Gabriele Comeglio che dirigerà l’orchestra il 21 maggio al Comunale di Sassari e il giorno successivo al “Massimo” di Cagliari. Nelle vesti di cantante solista e crooner d’eccezione l’attore Massimo Lopez.

L’OJS diretta da Mario Raja con Enzo Avitabile all’Auditorium “Palestrina” di Cagliari (foto Agostino Mela)