Dave Holland Trio al Teatro Ebe Stignani di Imola

di Francesco Spezia

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Il Trio saluta il pubblico

Il concerto del trio di Dave Holland era uno dei più attesi fra quelli presenti nella prima parte dello sterminato cartellone di Crossroads, festival aperto il 3 marzo dal trio di Enrico Pieranunzi a Casalgrande e che si concluderà fra maggio e giugno come di consuetudine. La serata è iniziata alle 18:00, quando Filippo Bianchi e Marco Molendini hanno presentato nel ridotto del teatro il libro “Pepito. Il Principe del Jazz”, intrattenendo la platea con spassosi aneddoti sull’istrionica figura di Pignatelli e sulla Roma di quegli anni.

La conferenza su Pepito Pignatelli tenutasi nel pomeriggio

Fra i ricordi più belli citiamo l’espressione incredula di Jean Luc Ponty davanti alle generose porzioni di champagne che Pepito era solito offrire a musicisti e amici al Music Inn (“Non ho mai visto una cosa del genere” dichiarerà il violinista francese). Oppure quelle volte in cui i fiumi dell’alcool avevano la meglio sul Principe (che era solito accompagnare alla batteria i migliori solisti dell’epoca, da Dexter Gordon a Mal Waldron e via dicendo), che sfinito, veniva sostituito di peso sul palco dall’allora batterista della Rai Gegé Munari. Questo e altri racconti sono presenti in un libro che continua a raccogliere numerosi consensi e apprezzamenti in tutta Italia, una lettura fortemente consigliata per appassionati e non solo.

Il nuovo trio di Dave Holland

Alle 21:15 è andato in scena l’evento clou della serata in quella che era l’unica data italiana del tour. La formazione era “nuova” rispetto alle ultime uscite del trio, dove solitamente alla batteria sedeva uno fra Eric Harland e Obed Calvaire. Questa volta è toccato a Marvin “Smitty” Smith completare la sezione ritmica, per un ritorno sulle scene del Vecchio Continente che mancava veramente da tanto tempo.  Dopo aver introdotto la band al pubblico, Holland ripone il microfono per lasciar spazio alla musica in un unico tirato set.

Dave Holland al contrbbasso

Inutile dire che ci troviamo di fronte ad una delle massime espressioni del jazz contemporaneo, sia per concezione musicale che per capacità tecniche dei protagonisti. Il trio si muove nel solco del jazz elettrico, portando sul palco reminescenze davisiane ed echi GRP, il tutto rimodellato in chiave moderna e senza citare direttamente quei periodi. All’impeccabile prestazione di Holland si unisce quella di Kevin Eubanks, compagno di mille avventure del bassista e colonna portante dei suoi ultimi gruppi sia in studio che live. Di Eubanks colpisce l’inventiva e la capacità di suonare “à la Frisell” nei brani più introspettivi, per poi defluire verso uno stile più vicino a quello di John McLaughlin nei brani più concitati. Curiosa ma molto apprezzabile la scelta di non concedere un assolo di batteria a Marvin “Smitty” Smith, non tanto per le eccelse qualità di quest’ultimo, ma piuttosto per la volontà di mantenere un certo tipo di narrativa per tutta la durata del concerto.

Kevin Eubanks alla chitarra
Marvin Smitty Smith alla batteria

Rispetto al concerto del 2016 che si tenne a Piacenza sempre per Crossroads, la musica è apparsa meno concitata ma sempre originale e mai ripetitiva. In attesa del prossimo tour consigliamo vivamente l’ascolto di Another Land, ultimo album in trio pubblicato dal bassista britannico nel 2021 per Dare2 Records (e disponibile anche in vinile).

Testo e foto di Francesco Spezia