Eric Dolphy «Musical Prophet»

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AUTORE

Eric Dolphy

TITOLO DEL DISCO

«Musical Prophet»

ETICHETTA

Resonance (3 cd)

 


 

A rischio di sembrare passatisti viene da dire che oggi, fra le novità del jazz, le maggiori soddisfazioni provengono non dall’attualità ma dal recupero degli inediti. A maggior ragione quando ci si trova fra le mani un prodotto spettacolare come questo: tre cd (o altrettanti vinili) che riportano i dischi «Conversations» e il postumo «Iron Man» più la bellezza di 85 minuti mai pubblicati prima e selezionati da una mole di ben 7 ore e mezza (quindi non sono escluse ulteriori pubblicazioni). Il tutto è accompagnato da un libretto di ben 96 pagine che, oltre al ricco apparato iconografico, comprende pagine notevoli. Per esempio, quelle nelle quali il produttore Zev Feldman (responsabile con George Klabin di questo album) racconta la lunga, avvincente ricerca degli inediti; oppure quelle nelle quali il flautista James Newton (che nella realizzazione del box ha avuto un ruolo fondamentale) analizza l’importanza di Eric Dolphy nella storia del jazz. Vi sono anche interviste con Sonny Rollins, Richard Davis, Sonny Simmons, Han Bennink, Oliver Lake, Henry Threadgill, Steve Coleman, e tanto altro ancora. Di alto profilo è anche il lavoro svolto da Fran Gala assieme ai produttori per ottenere una qualità del suono molto superiore a quella degli lp originari. Ma anche negli inediti…

Lascia senza fiato Muses For Richard Davis, due versioni di un duetto Dolphy-Davis mai apparso prima: le voci del clarone e del basso con arco escono piene, perfette, e con esse il pathos del tema. Tra i due musicisti vi era un rapporto privilegiato (riscontrabile anche in Come Sunday, Ode To Charlie Parker e soprattutto Alone Together), e una volta di più ci si rammarica che Richard Davis rimanga un artista enormemente sottovalutato.

In genere si tende a considerare «Conversations» e «Iron Man», registrati un anno prima della morte di Dolphy, opere di passaggio verso il caposaldo che sarà «Out To Lunch!», la cui complessità sul piano ritmico è in effetti superiore. Tuttavia, in queste due sedute c’è tanto da ammirare. Anzitutto, la sapiente quanto inventiva gestione dell’organico allargato (quello con nove elementi). Poi la scelta dei musicisti, con Hutcherson e Davis che mettono le ali alle idee del leader e un Woody Shaw già impressionante nonostante l’età (diciott’anni!). Infine, la grandezza del Dolphy solista, che qui tocca alcuni suoi vertici: per esempio, la solo performance in Love Me, qui arricchita di due inediti dissimili tra loro. E sono i suoi assoli che nel 1964 salvano la bonus track (una cui versione erà gia uscita nel 1987 come Jim Crow) A Personal Statement, un pomposo progetto di Bob James genere Third Stream, con il canto di un controtenore…

Un solo appunto a questo meraviglioso triplo cd: sarebbe stato meglio riportare i dati discografici al modo classico, cioè mettendo i titoli subito sotto la formazione, e non i titoli da una parte e la formazione collettiva (seppur con le specifiche musicista per musicista) nella pagina seguente.

Piacentino

[da Musica Jazz, marzo 2019]

 


 

DISTRIBUTORE

IRD

FORMAZIONE

Formazione complessiva: Woody Shaw (tr.), Eric Dolphy (alto, cl. basso, fl.), Clifford Jordan (sopr.), Sonny Simmons (alto), Garvin Bushell (oboe), Prince Lasha (fl.), Bob James (p.), Bobby Hutcherson (vibr.), Richard Davis, Eddie Kahn, Ron Brooks (cb.), J. C. Moses, Charles Moffett (batt.), Robert Pozar (perc.), David Schwartz (voc.).

DATA REGISTRAZIONE

New York, 1 e 3-6-1963; Ann Arbor, 2-3-1964.