Fred Hersch & The WDR Big Band «Begin Again»

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AUTORE

Fred Hersch & The WDR Big Band

TITOLO DEL DISCO

«Begin Again»

ETICHETTA

Palmetto


Nella produzione discografica di Hersch degli ultimi anni, fuori dal comune per quantità e commendevole qualità, si è riscontrata soltanto la presenza di opere in trio o in solo, che hanno riferito del raggiungimento in entrambi gli assetti di un invidiabile state of the art, comprensivo di ampi esiti di maturità artistica, di lucida ideazione e di brillantezza tecnica. Giunge perciò estremamente gradito e atteso questo album orchestrale, nel quale il pianista di Cincinnati, mutando attitudine, si affianca alla ben nota formazione della Radiotelevisione pubblica di Colonia, diretta da Vince Mendoza, che ovviamente cura anche tutti gli arrangiamenti. I nove pezzi in scaletta, invece, provengono tutti dalla penna di Hersch, che ha così modo di mettere in bella evidenza anche le proprie doti di compositore, offrendo all’ascolto anche un brano inedito, quello eponimo, posto giusto in apertura. Va subito detto che la cornice coloratissima e dinamica che l’orchestra e Mendoza sanno offrire al leader viene valorizzata al massimo: Hersch, infatti, vi si situa in modo assolutamente agevole, esprimendosi appieno anche in numerosi interventi solistici, ora forbiti e baciati da un tocco filigranato, ora più scattanti, che ne confermano comunque l’incisivo tocco, mai disgiunto da toni evocativi e fluenti. Tra i brani più innervati di urgenza si segnalano Havana e Forward Motion, il primo impreziosito da un pregnante assolo di Paul Heller, il secondo, pur nella compiuta concisione, arricchito da interventi oltre che dello stesso Heller, di Hans Dekker, Ruud Breuls e Andy Hunter. In due brani dai toni più diafani, Begin Again e Song Without Words #2: Ballad, viene alla ribalta il contralto di Johan Hörlen. Out Someplace (Blues For Matthew Shepard), singolare (per Hersch) brano di ispirazione «civile», mette in musica le ultime ore strazianti del giovane studente del Wyoming che nel 1998 fu torturato a morte perché omosessuale, riuscendo a restituire accorate sensazioni di angoscia e dolore. In chiusura l’amorevole intensità di The Orb, brano che Hersch sta tramutando in una sorta di caposaldo emotivo.

In conclusione: ancora un album consigliatissimo, che aggiunge a quanto già detto sinora sull’opera del pianista il valore di un’orchestra di grande brillantezza, con arrangiamenti perfetti.

Cerini

[da Musica Jazz, giugno 2019]


DISTRIBUTORE

IRD

FORMAZIONE

Wim Both, Rob Bruynen, Andy Haderer, Ruud Breuls (tr.), Ludwig Nuss, Andrea Andreoli, Andy Hunter (trne), Mattis Cederberg (trne basso, tuba), Johan Horlen, Karolina Strassmayer (alto), Olivier Peters, Paul Heller (ten.), Jens Neufang (bar.), Fred Hersch (p.), Paul Shigihara (chit.), John Goldsby (b. el.), Hans Dekker (batt.), Vince Mendoza (dir.).

DATA REGISTRAZIONE

Colonia, 28-1 e 4-2-19.