Giovanni Guidi «Avec le temps»

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AUTORE

Giovanni Guidi

TITOLO DEL DISCO

«Avec le temps»

ETICHETTA

ECM

 


 

Si dice Guidi e, ormai da tempo, basta solo il cognome. Passano gli anni e mai che abbia sbagliato un disco. Uno che sia uno. Da solo o in compagnia. Fin dal 2007, quando, su queste pagine, fu votato nel Top Jazz come miglior nuovo talento. E anche adesso, con «Avec le temps», non abbassa la guardia. Continua a colpire duro e a prenderci dritto al cuore e alle orecchie. Non aspettatevi, comunque, musica che vi faccia tremare la terra sotto i piedi. Soprattutto da quando Guidi, con armi e bagagli, ha cominciato a far parte della grande famiglia ECM. Ma è pur sempre musica che mira dritto al cuore e che fa centro. Fin dal primo brano. Con quella Avec le temps che, scritta e composta nel lontano 1970 da Léo Ferré, rimane ancora oggi come una delle canzoni più commoventi che siano mai state scritte. E qui Guidi, col suo gruppo, la fa sua. Dall’inizio alla fine. Anche se ad accompagnarla non c’è la voce di Ferré. Il pathos, però, è lo stesso. Non cambia di una virgola. È musica struggente. Che ti commuove e prende per tutti i suoi sei minuti e 33 secondi di durata. Con 15th Of August, il secondo brano del disco, si respira già tutt’altra aria. Si parte con un breve omaggio alla Small Town di Frisell & Morgan, ma poi il magico sassofono di Bearzatti mette subito le cose in chiaro. È sempre jazz notturno ma, questa volta, graffiante e nervoso. Che non ti lascia in pace. Come accade pure con Postludium And A Kiss. E in tutto il resto del disco. Sempre in bilico tra classica, un po’ di free, jazz ballads e grande atmosfera. Musica meditativa, se volete, ma da forte batticuore, con tutti i suoi sbalzi d’umore. Ti sembra una cosa e, un attimo dopo, è già un’altra. Grazie non solo a Guidi ma anche al suo splendido gruppo. Che non smette mai di stupirti. Prendendoti sempre alla gola. Si ascolta tutto Avec le temps e si rimane a bocca aperta. Come quando Kerouac fissava l’Oceano. Quello anche del jazz. Dicendo che, a vederlo da fuori, poteva anche sembrare sempre uguale. Ma che, a fissarlo bene, ti conquistava e affascinava ogni volta. Come il jazz di Guidi e di tutto il suo gruppo.

Borsa

[da Musica Jazz, aprile 2019]

[leggi anche la recensione del concerto al Teatro di Vinci, 30 aprile 2019]

 


 

DISTRIBUTORE

Ducale

FORMAZIONE

Francesco Bearzatti (ten.), Giovanni Guidi (p.), Roberto Cecchetto (chit.), Thomas Morgan (cb.), João Lobo (batt.).

DATA REGISTRAZIONE

Pernes-les-Fontaines, novembre 2017.