Gabriele Mitelli & Rob Mazurek «Star Splitter»

4486

AUTORE

Gabriele Mitelli & Rob Mazurek

TITOLO DEL DISCO

«Star Splitter»

ETICHETTA

Clean Feed


Nello spazio è preferibile avventurarsi in compagnia, si fronteggiano meglio i pericoli che scaturiscono dall’ignoto, avranno pensato i due qui in missione tra i pianeti del sistema solare Venere, Mercurio, Marte e Urano). Tant’è che, ben equipaggiata, la coppia passeggia senza traumi nello spazio esterno, immersa in una soffice oscurità talvolta interrotta da combustioni aliene. Il viaggio nasce all’ombra di un poemetto di Robert Frost, The Star Splitter, dove si canta dell’agricoltore Brad McLaughlin che decise di bruciare la sua fattoria, ottenendo in questo modo il denaro per acquistare un telescopio e trascorrere il resto della sua vita a osservare stelle e pianeti. «Non faceva nulla se non dividere / una stella in due o tre maniere così come / ti dividi un globulo di mercurio in mano / con un colpo del tuo dito nel mezzo». È in particolare di questi versi che si nutre la performance (si tratta del concerto tenuto al Festival Fabbrica Europa). Il procedimento è il medesimo: dar vita a nugoli di suoni, ciascuno dotato di vita propria e tutti avvinti in una pulsazione interattiva. I due, lo si è detto, non difettano certo nell’attrezzatura e avvicendano gli strumenti, talvolta li sovrappongono, evocando i numi tutelari (Sun Ra e Bill Dixon), accennando a elettronica astratta, free jazz, rumore, ritmo, finanche accenni melodici, tutto immerso in un perenne pulviscolo ronzante. Si parte con Venus, che vede una tromba raminga provare a riempire con toni lirici il vuoto spaziale nel quale si è subito proiettati. È il canto di un astronauta alla deriva nello spazio, come gli anti eroi ballardiani. La tappa successiva è Mercury, ricca di contrasti, di conflagrazioni, di figure ritmiche deformate, di sbriciolamenti: è il caos della materia che vibra nella notte cosmica. Si prosegue con Mars, che vede protagonista anche la voce umana, sorta di canto sciamanico al quale subentra un ossessivo loop elettronico a sua volta seguito dal lungo e splendido dialogo tra le due trombe sollecitato da continue interferenze elettroniche. Chiude Uranus, elettroacustica sulfurea speziata di free jazz d’antan, che precipita in una fulminea deflagrazione finale, punto di fuga verso altre regioni sconosciute dell’universo. Non resta che attendere da lì nuovi segnali.

Fucile

[da Musica Jazz, settembre 2019]


DISTRIBUTORE

Goodfellas

FORMAZIONE

Gabriele Mitelli (cornetta, sop., alto, flic., elettr., oggetti, voc.), Rob Mazurek (tr., elettr. oggetti, voc.).

DATA REGISTRAZIONE

Firenze, 10 maggio 2018.