Shai Maestro «The Dream Thief»

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AUTORE

Shai Maestro

TITOLO DEL DISCO

«The Dream Thief»

ETICHETTA

ECM

 


 

Mille colori, mille sfumature inebrianti che declinano il verbo di Shai Maestro. La ricognizione sul piano trio nel jazz meriterebbe di andare a cercare con la lanterna di Diogene i vari apparentamenti: ma ciò solo se si è miopi, perché se è vero che il pianista israeliano conserva nella memoria il buon uso del trio, è altrettanto vero che lo conduce verso la sua casa, verso i suoi territori anche geo-etnici. E nell’album di debutto per ECM Maestro tira fuori tutta la sua grintosa poesia, il suo accademismo romantico ben misurato in passaggi d’ampio respiro, come nel solitario brano d’apertura My Second Childhood di Matti Caspi). Incastra perfettamente la lezione europea e quella d’oltreoceano sciorinando un linguaggio personale e forbito, con una ritmica suggerita e magistralmente eseguita dalle note scandite di Roeder e dal fraseggio minimalista di Nehemeya (The Forgotten Village). I brani si susseguono con varietà di forma e di volumi, pur mantenendo fede a una sorta di linea Maginot che li tiene insieme. In The Dream Thief, brano portante, Maestro accelera e mette sul piatto due sfavillanti assolo, costruendo discorsi sulla successione di sequenze diverse. Poi riprende l’architettura classica in A Moon’s Tale, con un vibrante e sinfonico trionfo pianistico, sorretto dalle dinamiche ventose dei piatti di Nehemeya. La melodia cantabile e mediterranea viene fuori con Lifeline, mentre il pianista torna in solitudine su Choral, liberando grappoli di note educatamente costruite intorno a melodie perdute. Qui non c’è tempo per annoiarsi: New River, New Water recupera la struttura canzone di matrice a stelle e a strisce, senza mai inciampare nel mainstream, opportunamente dribblato da Maestro e dai suoi sodali. L’altro brano proveniente da fuori è una gustosa, rinfrescante, dolcemente complessa versione di These Foolish Things. Il diadema forgiato dal giovane pianista israeliano va a completarsi con What Else Needs To Happen, un acquarello cadenzato e filmico, qui romanzato dalla voce di Barack Obama che esprime il suo rammarico per le sparatorie di massa nella società americana. Per inciso, qui non c’è elettronica ma solo tre musicisti che amano la musica, senza riserve e colori culturali.

Ayroldi

[da Musica Jazz, novembre 2018]

 


 

DISTRIBUTORE

Ducale

FORMAZIONE

Shai Maestro (p.), Jorge Roeder (cb.), Ofri Nehemeya (batt.).

DATA REGISTRAZIONE

Lugano, aprile 2018.