Denny Zeitlin «Remembering Miles»

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AUTORE

Denny Zeitlin

TITOLO DEL DISCO

«Remembering Miles»

ETICHETTA

Sunnyside


Nel 2016, nel recensire «Early Wayne. Explorations Of Classic Wayne Shorter Compositions», trasposizione su disco d’un primo recital solistico che Zeitlin aveva registrato dal vivo presso lo showroom della Piedmont Piano Company, atelier californiano dedicato agli ottantotto tasti (per chi ne fosse incuriosito: piedmontpiano.com), avevamo sottolineato come il sostanziale isolamento del pianista-psichiatra di Chicago, rispetto ai discorsi grandi e piccoli del jazz, gli avesse permesso di sviluppare una visione artistica mai stereotipata, a tutto suo vantaggio (e dei suoi ascoltatori). In questa particolare prospettiva si può inquadrare anche questo singolare rapporto con la Piedmont, che lo ha condotto all’esecuzione di una serie di concerti tematici (dei quali il presente album costituisce il secondo capitolo pubblicato), che comprendono anche «puntate» dedicate a Monk, Strayhorn e Gershwin. Ancor più del precedente capitolo, pure riuscitissimo, questo florilegio davisiano (e sono raccolti non soltanto brani composti dal trombettista, ma anche pezzi che egli aveva fatti propri) consente di apprezzare la capacità di Zeitlin di «aprire» le strutture musicali, attraverso l’improvvisazione, in modo assai personale, pur mantenendovi aspetti di prossimità funzionale, culturale e artistica con gli originali. Rispetto ad altre esibizioni solitarie, i momenti dell’astrazione e dell’espressionismo, tipici del pianista, si presentano in un rapporto di maggiorbilanciamento con quelli melodici, rendendo il risultato finale più trasparente e leggibile, nella sua lucida raffinatezza. Tra i brani, meritano una giusta segnalazione la corposa versione di Solar posta in apertura, il trattamento modale della lunga Flamenco Sketches, delicatamente istoriato, un’allucinata proposizione di Tomaas, una trasposizione di The Theme piena di nerbo. A mo’ di esperimento, vengono presentate due distinte versioni di Milestones (1958 e 1947), tra le quali la seconda si lascia preferire per la scioltezza boppish. So Near, So Far è una rigogliosa gemma. Ma tutto l’album merita di essere ascoltato con attenzione, sia da parte di chi abbia seguito le recenti evoluzioni dell’artista, per le conferme (al rialzo) che potrà trovarvi, sia, soprattutto, per chi non lo conoscesse, ciò che sarebbe davvero imperdonabile. Semplicemente state of the art la qualità della ripresa, ulteriore valore aggiunto di un disco perfetto.

Cerini

[da Musica Jazz, luglio 2019]


DISTRIBUTORE

IRD

FORMAZIONE

Denny Zeitlin (p.).

DATA REGISTRAZIONE

Oakland, dicembre 2016.