Mike Nock «Piano Solos»

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AUTORE

Mike Nock

TITOLO DEL DISCO

«Piano Solos»

ETICHETTA

Timeless, 1978; cd Solid Records


Su invito della stessa etichetta Timeless, Nock completa l’eccellente annata con un nuovo disco in solo che può intendersi un’ideale prosecuzione di «Talisman». Ma è un momento in cui Nock sembra voler fare il punto della sua situazione di musicista, anche sul piano tecnico. Motivo per il quale il disco si presenta un po’ meno compatto di entrambi i due che lo precedono.

Il grosso si svolge come sempre tra pezzi catturanti e ben marcati nelle atmosfere. Quello spirito «edificante» lo si ritrova in California Country Song e Enchanted Garden, entrambi pervasi di sensibilità pop nell’accezione più intelligente. Quello di Shadows Of Forgotten Love è in Fallen Angel, benché meno drammatico, e di For Cindy nel modulare, melanconicissimo Elsewhen. Altra piccola perla è poi Soliloquy, di un lirismo raccolto che incontreremo molto in seguito, e così per la prima volta anche uno standard jazzistico, Dolphin Dance di Herbie Hancock, che Nock pure trascina verso un registro «caldo» non ereditato dall’originale. Tre pezzi, Polyhedron, Break Time (in versione velocizzata rispetto a quella per quartetto) e Jacanori (rispettivamente le tracce 2, 4 e 8), provocano invece sostanziali interruzioni di questo flusso di poesia musicale altrimenti armonioso, per quanto variegato. Danno la sensazione che le note, le mani, la tecnica, corrano avanti al sentimento.

Paolo Vitolo

[da Musica Jazz, febbraio 2019]