Ornette Coleman «Ornette At 12» / «Crisis»

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AUTORE

Ornette Coleman

TITOLO DEL DISCO

«Ornette At 12» / «Crisis»

ETICHETTA

Real Gone

 


 

Dopo quasi cinquant’anni il cerchio si chiude e i due grandi dischi di Coleman che ancora mancavano all’appello fanno la loro comparsa su cd, in versione ufficiale e addirittura rimasterizzati dai nastri originali. Ornette si era sempre opposto alla loro ripubblicazione: c’è da presumere che non fosse mai rimasto soddisfatto del contratto con la Impulse!, che infatti durò un anno scarso e produsse i soli due album – dal vivo – oggi qui ristampati (più un 45 giri, Man On The Moon / Growing Up, pubblicato solo in Francia). Che tra Ornette e l’etichetta ci fosse qualche problema lo dimostra in maniera abbastanza evidente la tardiva pubblicazione di «Crisis» da parte della Impulse!, uscito soltanto nel 1972, quando Coleman si era ormai accasato alla Columbia e suscitava un certo scalpore con «Science Fiction» e «Skies Of America». 

All’epoca, la curiosità principale di questi due album si indirizzò quasi esclusivamente sul giovanissimo batterista, Denardo Coleman, che su «Ornette At 12» aveva, appunto, soltanto dodici anni. Eppure era già un veterano – aveva esordito nel 1966 su «The Empty Foxhole» – e qui non se la cava affatto male, nonostante le critiche feroci che gli furono rivolte da un ambiente jazzistico, progressista soltanto a parole, che colse la palla al balzo per fare un po’ di tiro al piccione e infierire sui Coleman padre e figlio (atteggiamento, comunque, non molto diverso da quello che si vede oggigiorno). Chissà se sulla decisione di Ornette di ritirare dalla circolazione questi due album non avesse influito la reazione spesso scomposta della stampa dell’epoca.

Non si tratta di musica semplice, anzi è ancora tra le meno accessibili e più avanzate di Ornette («Crisis», in particolare, raggiunge formidabili livelli di parossismo, grazie anche al detonatore chiamato Don Cherry), per quanto contenga la versione definitiva della celebre Song For Che di Charlie Haden.

Richiede all’ascoltatore odierno pazienza e disponibilità, tratti largamente scomparsi in un’epoca di jazz consolatorio e di downloads compulsivi; ma la ricompensa è alta. Sono due capolavori. 

Luca Conti 


 

DISTRIBUTORE

IRD

FORMAZIONE

Don Cherry (tr., fl.), Ornette Coleman (alto, tr., viol.) Dewey Redman (ten., cl.), Charlie Haden (cb.), Ornette Denardo Coleman (batt.).

DATA REGISTRAZIONE

Berkeley e New York, 1968 e 1969.