Il jazz è l’arte dell’incontro (ma su MPS)

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Albert Mangelsdorff - And His Friends

Albert Mangelsdorff «And His Friends» MPS, distr. Edel

L’immortale album di duetti del trombonista di Francoforte apre come meglio non si potrebbe questa nuova tornata di ristampe MPS, stavolta in accurata edizione digipack e, soprattutto, con un suono di straordinaria presenza (difficile, crediamo, fare di meglio). Mangelsdorff e il suo produt- tore, Joachim-Ernst Berendt, avevano messo in piedi il disco nell’arco di un anno e mezzo, dal dicembre 1967 al maggio 1969, acchiappando al volo i prestigiosi ospiti (Don Cherry, Elvin Jones, Lee Konitz, Attila Zoller, Karl Berger) via via che passavano dalla Germania, e coinvolgendo in un brano uno dei maestri del jazz europeo, il pianista Wolfgang Dauner.

Curiosamente, come fa notare Berendt nelle note di copertina, questo disco è stato realizzato più o meno in contemporanea con l’altrettanto celebre«The Lee Konitz Duets» per la Milestone, il quale – aggiungiamo noi – vanta diversi musicisti in comune: oltre al sassofonista, troviamo in entrambi Elvin Jones e Karl Berger. Stabilire la primogenitura non è comunque così importante; Konitz e Mangelsdorff sono stati entrambi tra i principali esponenti dell’art of the duo (tanto da intitolare in questo modo un loro incontro discografico dei primi anni Ottanta) ed è un vero peccato che il loro duetto su quest’album duri la miseria di 2:45, per quanto concentrati. Questo è il problema: i dialoghi di «And His Friends» sono a tal punto avvincenti che i 36 minuti complessivi dell’album passano in un battibaleno, e ci si chiede perché un secondo volume (peraltro ipotizzato da Berendt nelle liner notes) non sia mai stato messo in cantiere. Comunque, anche così il disco è indispensabile.

Clarke-Boland «All Smiles» MPS, distr. Edel

Clarke-Boland «All Smiles» MPS, distr. Edel

«All Smiles» è invece uno dei dischi più popolari (e a buona ragione) della premiata ditta Kenny Clarke-Francy Boland: è stato ristampato un’infinità di volte – e altrettante ne abbiamo parlato – assieme al suo gemello «More Smiles», che è ancor più riuscito e che non dubitiamo arriverà a stretto giro di posta. Non ce l’avete? Filate a comprarlo, e di corsa.

Don Ellis - Soaring

Don Ellis «Soaring» MPS, distr. Edel

Nel 1973, poi, la MPS trovò anche il tempo di pubblicare due album del trombettista e bandleader Don Ellis, uno più stravagante dell’altro (e c’è da chiedersi perché il connubio si sia interrotto quasi subito, visto che l’eclettismo di Ellis sembrava combaciare alla perfezione con la bulimica estetica dell’etichetta tedesca). «Soaring» è un’orgia di tempi dispari, di tempi composti e di stravaganze metriche, nella migliore tradizione di Ellis, grazie soprattutto all’apporto di autentici forsennati del genere come il pianista Milcho Leviev e l’arrangiatore kentoniano Hank Levy. Whiplash, scritto da quest’ultimo, troverà poi nuova vita nel recente e discusso film di Damien Chazelle.

Vailati

[da Musica Jazz di luglio 2017]