Will Vinson «It’s Alright With Three»

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AUTORE

Will Vinson

TITOLO DEL DISCO

«It’s Alright With Three»

ETICHETTA

Criss Cross


Il nuovo disco di Will Vinson è, per prima cosa, un esempio di che cosa significhi lavorare in regime paritario. La carta vincente di «It’s Alright With Three» è, infatti, una considerazione della musica come conversazione nella quale nessuno fa da spalla agli altri; e mi pare significativo che nell’organico sia assente il contrabbasso, strumento che per consuetudine, salve eccezioni, avrebbe proprio quel ruolo. Gli strumenti dei tre musicisti non stanno mai a bordo campo; perfino il sassofono, quando non è impegnato in assolo, resta in gioco contrappuntando gli altri. Questo, almeno, è ciò che accade nei brani più riusciti del disco, a cominciare da My Shining Hour, un classico di Harold Arlen qui tradotto in una scattante, briosa performance. Ancora più «spinta» è la rivisitazione di It’s Alright With Me, dove il tema di Cole Porter finisce per scomporsi in una immagine astratta. Vinson è uomo di grande apertura mentale. Se come improvvisatore oscilla fra la comunicativa di Cannonball Adderley e l’intelligenza di Konitz, come autore ha immaginazione sufficiente per giocare con le strutture, le armonie, le scansioni ritmiche (il magnifico Resting Jazz Face, per esempio, sovverte l’idea di funk). Questa sua ultima veste meriterebbe da sola l’ascolto del disco, per il quale Vinson si è affidato a due compagni in grado di affrontare qualsiasi cosa.

Solo qualche perplessità desta Sanchez: è un batterista dalle capacità smisurate ma che a volte tende a strafare.

Piacentino

[da Musica Jazz di dicembre 2019]


DISTRIBUTORE

IRD

FORMAZIONE

Will Vinson (alto, sopr.), Gilad Henkelsman (chit. el.), Antonio Sanchez (batt., perc.).

DATA REGISTRAZIONE

New York, 20-9-17.