Daniel Lanois – Musiche Nuove a Piacenza

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Daniel Lanois a Piacenza -foto Giancarlo Spezia

Auditorium Conservatorio Nicolini, Piacenza  – 30 marzo 2017

Il poliedrico critico Max Marchini, firma storica di Rockerilla, continua nella sua operazione di impresario di concerti di grande valore artistico che stanno ornando Piacenza con una proposta trasversale ed inconsueta, portando nella provincia emiliana appassionati da tutta Italia.

La locandina del concerto di Daniel Lanois per Musiche Nuove a Piacenza

Questa rassegna denominata “Musiche nuove a Piacenza” è stata inaugurata nel 2012 con un concerto di Greg Lake, probabilmente tra gli ultimi della sua luminosa carriera, proprio grazie alla amicizia che lo legava al critico. Questa rassegna è proseguita nel tempo con eventi  che hanno spaziato tra le più moderne correnti della musica contemporanea, proponendo anche sodalizi inediti ed stimolanti tra musicisti come Keith Tippett, Lino Capra Vaccina, Paolo Tofani. A corollario di questa attività live con la quale concerti di notevole levatura vengono offerti gratuitamente al pubblico è anche sorta l’etichetta discografica Dark Companion, che propone materiale registrato in queste sedi.

 

 

 

Il primo appuntamento 2017 di Musiche Nuove a Piacenza ha visto l’unica data italiana del tour di Daniel Lanois. Già solista di valore, produttore di alcune tra le più importanti pagine di Bob Dylan ed U2, il musicista canadese ha portato uno spettacolo nel quale la parte visiva contava quanto la musica. Difficilmente si sarebbe potuta trovare una cornice più suggestiva ed adatta dell’Auditorium del conservatorio Nicolini, dove sul palcoscenico buio emergevano come spettri i riflessi delle canne dell’immenso organo a fare compagnia al canadese, seguito sul palco solo da un assistente intento ai settaggi degli strumenti elettronici.

Daniel Lanois a Piacenza -foto Giancarlo Spezia

Un’ondata sonora ha letteralmente travolto il pubblico con la forza di una colata lavica. Lanois ha iniziato (e anche chiuso) con l’amata steel guitar per poi passare gran parte del concerto a suoni campionati nei quali manovrava direttamente i delay ricampionando direttamente i suoni appena precedenti ed intersecandoli con batterie elettroniche in continuo cambio di tempo, in un insieme dal sapore sulfureo e stratificato. Questa musica inquietante e tenebrosa faceva da accompagnamento sonoro ai filmati proiettati sulla bianca parete di fianco al palcoscenico. Si trattava di video della durata di alcuni minuti oggetto dei singoli brani, piccole storie tutte diversissime tra di loro e realizzate dalla giovane fotografa e grafica norvegese Marthe Amanda Vannebo, presente in sala. In uno di essi sensuali ballerine si muovevano raddoppiate in un effetto specchio ai due lati dello schermo, un altro era una descrizione della notte dal sorgere al tramontare della luna. Un etereo disegno animato ambientalista rappresentava la morte degli animali del bosco sotto l’effetto dei prodotti chimici distribuiti dagli aerei per la “protezione” delle colture, mentre in uno dei video più suggestivi potenti figure, probabilmente uscite dalla penna di Chagall, avanzavano nello schermo esprimendo tutta la forza del loro impatto visivo. In altri figure geometriche si intersecavano con la perfezione di un disegno di Escher. Molti video presentavano effetti reiterativi molto adatti all’accompagnamento. Questo caleidoscopio di immagini e situazioni ha attanagliato l’attenzione del pubblico, diventando il vero spettacolo sul quale daniel Lanois ha potuto suonare come un pianista del cinema muto che accompagna la pellicola, donandole tutta la drammatica tensione che essa merita. Pubblico in visibilio per uno spettacolo audiovisivo davvero globale.

Giancarlo Spezia