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Li salvi chi può

Un laboratorio sonoro: gli Amalgam di Trevor Watts

Se nasci orfanello le cose si mettono in salita da subito; e in un certo senso «Mad» degli Amalgam di Trevor Watts è un album che nacque già con un handicap di partenza, lasciando presagire poca fortuna discografica: non aveva una copertina. Lo pubblicò l’etichetta olandese Syntohn nel 1974 nel modo più spartano possibile e il disco ebbe una propria veste (brutta) soltanto nel 2008 quando la Future Music Records (o FMR, come l’editore parmense) ne arrangiò una ristampa forse riversando un vinile intonso così come fece dando alle stampe un altro cdr ripubblicando «Deep» sempre della band di Watts, altro gran del disco del quale sono perse le tracce al pari di quelle di «Mad». Oggetti smarriti, non soltanto le edizioni originali ma anche le fantomatiche ristampe. Eppure gli Amalgam furono un episodio cospicuo sia della storia del sassofonista di York sia dell’intera vicenda del jazz britannico ed europeo […]

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