Bill Frisell «Music IS»

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AUTORE

Bill Frisell

TITOLO DEL DISCO

«Music IS»

ETICHETTA

OKeh

 


 

Frisell torna a un disco solitario, formula che non gli è del tutto consueta, dopo cinque anni (il bellissimo «Silent Comedy», ultimo precedente in ordine di tempo, è del 2013, mentre «Ghost Town», primo esempio in tal senso, risale al lontano 2000), imbracciando diversi strumenti, variamente manipolati in loops e sovraincisioni, secondo modalità tipiche e tuttavia non rispettate nell’album del 2013, che era stato registrato senza artifizi di sorta, come un disco dal vivo. Vengono proposti soltanto brani originali, vecchi e nuovi: e anche questa non è una consuetudine ricorrente, considerando la bulimica varietà di interessi musicali del chitarrista, che lo rende anche uno specialista del ri-uso e della ri-proposizione.

I brani sono sedici in tutto, compresa una doppia versione di Rambler. La novità (relativa, perché vi erano stati precedenti di questo tipo) rappresentata dall’affermazione di autorialità trova un senso pieno e preciso: nel tempo trascorso e nella consolidata enormità della figura del musicista di Baltimora e della sua carriera. Sino dal titolo, così suggestivo (e niente affatto ridondante o tronfio), la musica dell’album assume un significato basico, non in senso riduttivo (in questo senso è stato ben più disadorno il citato «Silent Comedy»), ma proprio perché punta a sviluppare e conservare un nucleo essenziale e a farsi di esso espressione simbolica, dotata di forza evocativa e di incredibile pienezza, oltre i generi e gli stili consolidati. Essa non è il mezzo di (auto)celebrazione di una carriera (risultato che incidentalmente si impone, ma soltanto per la sua oggettiva realtà), ma il riflesso della compenetrazione totale fra l’artista (immenso) e la (sua) musica.

Tra i brani, tutti di livello stellare – come pure lo è la loro esecuzione, che sintetizza stile, forza espressiva, brillantezza tecnica, azzerando ogni discorso inutile circa la pertinenza del linguaggio e la sua estensione – meritano una menzione speciale (tanto personale quanto discutibile) Change In The Air, breve cammeo di incantata bellezza, Ron Carter, intrisa di umori terragni, Rambler, ormai storicizzata e iconizzata (preferibile nella prima e più estesa delle versioni proposte), Monica Jane, sospesa e astratta, di una bellezza dolente. Un album destinato a fissare un nuovo standard, al punto probabilmente più alto di una carriera già proverbiale. Per questo da incorniciare e conservare.

Cerini

[da Musica Jazz, maggio 2018]

 


 

DISTRIBUTORE

Sony Music

FORMAZIONE

Bill Frisell (chitarre, ukulele, b. el., loops, carillon).

DATA REGISTRAZIONE

Portland, 23/27-8-17.

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