Mike Nock «An Accumulation Of Subtleties»

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AUTORE

Mike Nock

TITOLO DEL DISCO

«An Accumulation Of Subtleties»

ETICHETTA

FWM, 2008


Dopo anni di lavoro con gruppi allargati, Nock torna alla formula del trio, come sempre con giovani allievi (qui i fratelli Ben e James Waples), per inaugurare all’insegna della prediletta poesia pianistica la sua autoproduzione discografica (la FWM, acronimo di Fourth Way Music). Ciò che forse non si giustifica del tutto è la scelta di pubblicare un doppio cd contenente due situazioni musicali tra loro diverse, anche per peso specifico. Il primo cd riproduce una breve seduta di studio per lo più consacrata alla libera improvvisazione. Il solo pezzo composto è l’iniziale title piece, e siamo a un bel 3/4 melanconico, in tonalità minore. I successivi quattro si ripartiscono tra l’improvvisazione lirica ben nutrita di spontaneous composition e quella intesa come pura esplorazione sonora, qui curiosamente condotta su un crescendo sonoro che potrebbe ricordare In C di Terry Riley.

Il secondo cd contiene invece materiale da una serata dal vivo di un paio di mesi dopo, con una prevalenza di belle esecuzioni e nulla di esattamente memorabile. Sempre di gran fascino Elsewhen (nato nel «Piano Solos» del 1978); coinvolgente e gradevole un nuovo originale di sapore latino (Beautiful Stranger); di un bel lirismo la versione di The Wind di Russ Freeman; ricco di spunti complessi l’altro nuovo originale, A Tree Has Its Heart In Its Roots; di buona routine le esecuzioni di House Of Blue Lights (blues di Gigi Gryce) e del vecchio, trito The Gipsy.

Paolo Vitolo

[da Musica Jazz, febbraio 2019]