Aldo Mella «Udito»

5592

AUTORE

Aldo Mella

TITOLO DEL DISCO

«Udito»

ETICHETTA

Claudiana


Riteniamo, anche in casi limite come qualche nutrita big band, che non ci sia proprio mai capitato di rischiare l’esaurimento delle battute a disposizione solo per comunicare i nomi dei musicisti. Questo è oggi il caso, ma siamo oltremodo soddisfatti di poterlo fare perché questo lavoro è davvero composito, particolare e – diciamolo pure – bello sia sotto l’aspetto compositivo sia sotto quello dell’esecuzione.

In un giorno sfortunato accade che un contrabbassista italiano di chiara fama si procuri un accidente serissimo alla mano. Deve rimanere fermo moltissimo tempo e all’inizio tutto sembra perduto, però le risorse artistiche di certo non mancano ad Aldo Mella che riprende in mano un po’ di vecchi spartiti e qualche seduta assieme all’indimenticato chitarrista Andrea Allione, e tutto quello che gli manca lo scrive. Quando i medici gli comunicano che può ancora suonare, ritorna nei vari gruppi di Franco D’Andrea o nei suoi (Youlook, Animalunga…). Riprende l’attività, insomma, ma non gli basta e quindi ritorna a quelle composizioni proponendo a qualche musicista amico di suonarle con lui. Tutti entusiasti: in brevissimo tempo i «qualche» diventano 46 e sarà necessario un doppio album per trattenerli tutti. Se poi si aggiungono all’operazione le foto di Roberto Cifarelli, i disegni di Lorenz019, i brillanti Gian Mario Gillio e Manuel Kromer della Claudiana Edizioni che pubblica il cd, un po’ di curiosità è garantita. Il titolo «Udito» può certamente suscitare un sorriso, dopo quanto fin qui enunciato, mentre – come scrive anche Mella nelle note di copertina – tutto viene ricondotto a una musica sedimentata, non necessariamente innovativa a ogni costo e, secondo il nostro punto di vista, raffinata e piacevole all’ascolto. Il jazz tout court è presente alla fine di ognuno dei due cd, sotto forma di due sedute con Allione (The Thumb di Wes Montgomery e Union Pacific di Mark Johnson): in tutte le altre tracce il blend è dichiarato e dunque si passa dalle sonorità hard bop al funky alla world music con Aidni o l’ottima prova dell’unico vocalist presente, Albert Hera in Tapuà. Impossibile menzionare qui le esecuzioni lucidissime di ognuno dei musicisti, ma basta scorrere l’elenco sopra riportato e si resta stupefatti. Impossibile vederli tutti quanti dal vivo (ma chissà), dunque non resta che procurarsi questo lavoro e ascoltarlo più volte. Senza alcun pregiudizio.

Horner

[da Musica Jazz di dicembre 2019]


DISTRIBUTORE

distr. propria

FORMAZIONE

Aldo Mella (cb., b. el., tast., elettr.), con: Flavio Boltro, Giorgio Li Calzi, Fulvio Chiara, Maurizio Piancastelli (tr.), Rudy Migliardi, Giorgio Giovannini (trne), Mario Bruno (corno), Antonio Santoro, Lanfranco Costanza (fl.), Marco Tardito (cl. b.), Paolo Porta, Andrea Ayassot, Carmelo Coglitore, Emanuele Cisi, Roberto Regis, Alfredo Ponissi (sass.), Roberto Cecchetto, Pietro Ballestrero, Andrea Allione, Alessandro Chiappetta, Roberto Taufic (chit.), Antonio Faraò, Fabio Gorlier, Alberto Tafuri, Eduardo Taufic, Enrico Caruso, Fabio Giachino (p., p. el.), Daniele Di Gregorio (vib.), Roberto Bongianino (fis.), Martina Martianova, Federica Biribicchi (viol.), Francesco Sotgiu (batt., perc., viol.), Enzo Salzano (viola), Valentina Ponzoni (cello), Max Furian, Enzo Zirilli, Zeno De Rossi, Federico Rossi, Elio Rivagli, Max Serra, Gilson Silveira, Gigi Biolcati (batt., perc.), Kamod Raj (tabla, voc.), Albert Hera(voc.), DJ Rocca (elettr.).

DATA REGISTRAZIONE

Alice Castello, agosto 2017-gennaio 2018.