Théo Ceccaldi e Edward Perraud

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Théo Ceccaldi Freaks «Amanda Dakota» Tricollectif

Théo Ceccaldi Freaks «Amanda Dakota» Tricollectif, distr. tricollectif.fr

A ulteriore dimostrazione della sua proverbiale vitalità, la scena francese continua a riservare piacevoli sorprese. Virtuoso del violino, Ceccaldi è titolare di un proprio trio documentato da Ayler Records in «Carrousel», con il fratello Valentin al violoncello e Guillaume Aknine alla chitarra, e «Can You Smile?», con Joëlle Léandre come ospite. Inciso nel febbraio 2017, «Amanda Dakota» rappresenta invece un’intelligente deviazione verso forme ibride che convogliano in un caleidoscopio elettrico ironiche intuizioni dal gusto zappiano e i continui cambi di atmosfera cari a Zorn, a tratti giungendo perfino ad evocare la poetica dei tedeschi Faust. Freaks è composto, oltre che dai fratelli Ceccaldi, da Benjamin Dousteyssier (alto, bar.), Quentin Biardeau (ten., tast., voc.), Giani Caserotto (chit., tast.) ed Etienne Ziemniak (batt.).

Edward Perraud «Espaces» Label Bleu, distr. IRD.

Edward Perraud «Espaces» Label Bleu, distr. IRD.

Ceccaldi fu anche protagonista – in occasione dell’edizione 2018 del Brda Contemporary Music Festival a Šmartno, in Slovenia – di un entusiasmante duo, totalmente improvvisato, col batterista Edward Perraud. «Espaces» mette in evidenza le doti compositive di Perraud, come titolare di un proprio trio – tutto sommato non convenzionale – con un fuoriclasse come Bruno Chevillon (cb.) e il talento emergente Paul Lay (p.). Perraud esibisce infatti un gusto coloristico, un’inclinazione per i contrasti e una predilezione per la dilatazione degli spazi che anche nei passaggi su tempo libero ben si sposano sia con il plastico pizzicato e le pregnanti arcate di Chevillon, sia con col timbro nitido e il linguaggio classicheggiante di Lay.

Boddi