Jerry Bergonzi «The Seven Rays»

5324

AUTORE

Jerry Bergonzi

TITOLO DEL DISCO

«The Seven Rays»

ETICHETTA

Savant


Il debito di Jerry Bergonzi nei confronti di Coltrane si arricchisce di peso ulteriore, dato che questo disco, nelle intenzioni del sassofonista bostoniano, rinvia a contenuti spirituali. Non ci soffermeremo qui su che cosa siano i «Sette Raggi» indicati nel titolo e attinenti a svariate filosofie e religioni (come illustrano le note di copertina). Premesso che il Bergonzi sassofonista si è formato, appunto, nel solco di Coltrane e premessa anche la spinta «interiore», è fin troppo ovvio che comunque questa musica venga più di mezzo secolo dopo quell’inarrivabile modello. «The Seven Rays» si giova soprattutto di ciò che si è sviluppato da allora sul piano della scrittura. Per la complessità dei temi e per l’arrangiamento dei fiati, Bergonzi si avvicina piuttosto a Wayne Shorter, del quale riprende anche il tratto un po’ acidulo nelle improvvisazioni. Quest’ultima caratteristica fa un interessante contrasto con la personalità di Grenadier, che è invece più morbido, lirico, in una sintesi fra il Miles Davis «pre-elettrico» e Art Farmer. Il disco è occupato da una suite, sette brani per altrettanti «raggi», e si conclude con un lento cerimoniale nel quale il leader si presenta al meglio del suo potenziale espressivo. Winther, Aman e Mogensen, europei, sono affiatati da anni e garantiscono un’impeccabile base per i due fiati.

Piacentino

[da Musica Jazz di dicembre 2019]


DISTRIBUTORE

IRD

FORMAZIONE

Phil Grenadier (tr.), Jerry Bergonzi (ten.), Carl Winther (p.), Johnny Aman (cb.), Anders Mogensen (batt.).

DATA REGISTRAZIONE

Westwood, marzo 2015.