Larry Grenadier «The Gleaners»

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AUTORE

Larry Grenadier

TITOLO DEL DISCO

«The Gleaners»

ETICHETTA

ECM


Agnés Varda ci ha lasciato lo scorso marzo e così quest’album, da omaggio indiretto, si è trasformato a poca distanza dalla sua uscita in un involontario addio anticipato alla grande cineasta. Sì, perché il titolo del disco è ispirato proprio a un film documentario del 2000 di Varda, Les Glaneurs et la glaneuse, che in inglese è stato intitolato A Gleaners And I. D’altra parte questo è un disco composto per metà da omaggi, a iniziare dal brano Pettiford, l’unico esplicitamente dedicato a un grande contrabbassista del passato, un lavoro sapientemente intriso di swing e di blues. La spigolatura di Grenadier raccoglie qui e là in giro diverse composizioni (di Coltrane, Motian, del chitarrista Wolfgang Muthspiel e della cantautrice Rebecca Martin, con i quali Grenadier ha inciso diversi album) e completa il tutto con altre sette scritte di suo pugno, dando vita a una raccolta dove a prevalere sono l’ariosità dell’andamento e la delicatezza del timbro. Grenadier infatti punta dritto al cuore dell’ascoltatore, evitando di ostinarsi nella ricerca di sonorità inesplorate di uno strumento certo non proprio ideale per essere lasciato in solitudine per un intero album. Sfida non semplice, se è vero «che la semplicità è difficile a farsi» come scrisse Bertolt Brecht, ma che qui risulta vincente proprio per la dimensione poetica creata da Grenadier, che dimostra appieno, una volta di più, anche il suo virtuosismo per quello che è, a tutti gli effetti, anche il primo disco della sua carriera intestato unicamente a lui. Si alternano momenti di grande liricità, Oceanic e The Gleaner, per esempio, ad altri dove movenze sornione (Woebegone) o agili (ascoltate Vineland e Bagatelle 2) sembrano animare passi di danze ignote. Notevole la ripresa del brano di Martin, Gone Like The Season Does, che sembra davvero riproporre il canto con un uso misuratissimo dell’archetto. Quanto a Coltrane, si scava nel profondo di Compassion, mettendone a nudo l’anima. Il brano va a comporre una medley con The Owl Of Cranston di Paul Motian creando un gioco di contrasti molto equilibrato, in un viaggio dallo spazio interiore all’esterno tracciato prima dal lavoro d’archetto e da un robusto pizzicato in seguito. Apprezzabile anche la gershwiniana My Man’s Gone Now, il cui tema è preceduto da una sontuosa introduzione. Un lavoro eccellente.

Fucile

[da Musica Jazz, giugno 2019]


DISTRIBUTORE

Ducale

FORMAZIONE

Larry Grenadier (cb.).

DATA REGISTRAZIONE

New York, dicembre 2016.