Jan Garbarek & The Hilliard Ensemble «Remember Me, My Dear»

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AUTORE

Jan Garbarek & The Hilliard Ensemble

TITOLO DEL DISCO

«Remember Me, My Dear»

ETICHETTA

ECM


Quarto capitolo discografico in venticinque anni di attività congiunta per la premiata ditta Garbarek/Hilliard, accompagnati da una preziosa serie di concerti, di cui uno (o più, visto che la data riportata è un generico ottobre 2014), tenutosi presso la Collegiata dei SS. Pietro e Stefano di Bellinzona, dà appunto vita a quest’ultima stazione toccata dal singolare quintetto. Il quale ha avuto nel corso di questo quarto di secolo un’unica variazione di organico, nel momento in cui John Potter, presente nei primi due volumi (a partire, ovviamente, dal germinale «Officium»), è stato rilevato da Steven Harrold.

Ovviamente nulla di nuovo sotto il sole, nella sostanza più profonda, fra questo cd e i precedenti, naturalmente nel segno dell’eccellenza, l’eleganza solenne, aristocratica, che da sempre segna il lavoro dei cinque. Il repertorio (quattordici brani in tutto) spazia da autori a cavallo fra Otto e Novecento (Komiras, Kedrov) ai classici medieval-rinascimentali (dodicesimo/inizio sedicesimo secolo), dall’usuale attenzione per temi di autore anonimo (cinque) alla contemporaneità di Arvo Pärt e dello stesso Garbarek (due brani).

L’avvio (Ov zarmanali del religioso armeno Christ Komitas) fissa già le coordinate del lavoro, aperto dal solo Garbarek (qui come ovunque unicamente al soprano), in un clima onirico, di forte pathos (anche nel seguito, collettivo). Altri brani evidenziano un sostanziale prevalere dell’elemento vocale, col soprano a intrufolarsi di quando in quando come da dietro le quinte, peraltro senza privarsi di altri momenti solo per sé.

Una maggior pienezza caratterizza alcuni momenti dell’album, fino alla quasi sorprendente vivacità del decimo, un alleluia del 1200 che sa come di liberazione, di emancipazione dall’aplomb che la musica di questo notevole album ha saputo e saprà ancora regalarci nei quattro brani finali, dove di regola i bagliori (non solo qui, del resto) arrivano dalle «intrusioni» garbarekiane, sempre pertinenti e impeccabili. Nulla di nuovo sotto il sole, dicevamo, ma dovremmo forse lagnarcene?

Bazzurro

[da Musica Jazz di gennaio 2020]


DISTRIBUTORE

Ducale

FORMAZIONE

Jan Garbarek (sop.), David James (controtenore), Rogers Covey-Crump, Steven Harrold (tenori), Gordon Jones (baritono).

DATA REGISTRAZIONE

Bellinzona, ottobre 2014.