Reed Turchi «Tallahatchie»

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AUTORE

Reed Turchi

TITOLO DEL DISCO

«Tallahatchie»

ETICHETTA

Appaloosa


 

Chi ha nostalgia del vecchio Ry Cooder, quello che componeva ancora colonne sonore per Wim Wenders e Walter Hill, con «Tallahatchie» di Turchi si rifarà del tempo perduto. Il disco si apre con Let It Roll e sembra già d’essersi persi, con Harry Dean Stanton, nel deserto di «Paris, Texas» o con i soldati di Hill nella palude silenziosa. Grande blues evocativo, suonato soltanto da una chitarra e cantato da una voce lenta e strascicata. Quella del giovane Turchi, arrivato dopo soli cinque anni al suo decimo album.

Il Tallahatchie del titolo è un fiume dello Stato del Mississippi e il disco non è solo un omaggio al corso d’acqua ma anche alle storie da esso alimentate col tempo. Turchi canta e suona, mentre noi riusciamo a sentire l’odore del fango e il fiume che scorre. È da queste parti che è nato l’Hill Country blues. Quello di Othar Turner, Fred McDowell e Junior Kimbrough. Fantasmi che aleggiano per tutto il disco, che continua a rimbombarti in testa anche quando ha finito di girare da un pezzo. Un grande album, che fa coppia con «Migration Blues», il nuovo lavoro di Eric Bibb.

Borsa


 

DISTRIBUTORE

IRD

FORMAZIONE

Reed Turchi ( chit., voc.)

DATA REGISTRAZIONE

Murfreesboro, data sconosciuta