Massimo Urbani «We’ll Be Together Again»

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AUTORE

Massimo Urbani

TITOLO DEL DISCO

«We’ll Be Together Again»

ETICHETTA

Philology (2 CD)

 


 

L’indulgenza che d’istinto si riserva ha chi ha avuto una vita difficile, magari troncata da una morte prematura, non ha ragione d’essere nel caso di Massimo Urbani: che fu grande jazzista «a prescindere». Ne abbiamo conferma in questo concerto, nuova perla scovata dal produttore Paolo Piangiarelli. Va detto subito che la qualità del suono è eccellente, posto che si partiva da un vecchio registratore a nastro: pur non essendoci un «contrasto» ottimale, i quattro strumenti sono perfettamente distinguibili. E veniamo a Urbani. C’è sempre da chiedersi se sia valido considerarlo unicamente come un talento naturale. Di sicuro lo era, ma era anche un uomo che pensava la sua musica, e lo si nota nell’ampiezza delle soluzioni da lui adottate come improvvisatore. Poi, certo, è giusto lasciarsi trascinare dalla vitalità torrenziale dei suoi assoli, a volte prolissi (Massimo Tune, un pezzo modale che pare ideato da Gato Barbieri), altre volte improntati a una deliziosa souplesse (Star Eyes) o a un’emozionante intensità (Search For Peace). Il tutto si muove di continuo fra tre principali fonti di ispirazione che Urbani dimostra di avere studiato in profondità: Charlie Parker in primis, poi Coltrane e infine un po’ di espressionismo ayleriano. Con Parker si misura direttamente in Red Cross, e lo fa quasi in forma di sfida. È difficile rendere conto degli altri musicisti: nonostante il loro ammirevole slancio partecipativo, sono sempre messi in ombra dalla gigantesca figura del leader. Ma certo, questo fu un concerto magnifico grazie anche a loro.

Piacentino

[da Musica Jazz, aprile 2018]

 


 

DISTRIBUTORE

IRD

FORMAZIONE

Massimo Urbani (alto), Marcello Tonolo (p.), Marc Abrams (cb.), Valerio Abeni (batt.).

DATA REGISTRAZIONE

Vicenza, teatro San Marco, 6-5-84.