Manhattan Transfer «The Junction»

1975

AUTORE

Manhattan Transfer

TITOLO DEL DISCO

«The Junction»

ETICHETTA

BMG

 


 

L’omaggio a Tim Hauser è doveroso e i Manhattan Transfer dedicano al loro fondatore il nuovo, e primo, album dalla sua scomparsa. Il leggendario quartetto vocale, in attività da quarantasette anni, torna a lavorare in studio in grande spolvero, con un frizzante repertorio che fa coppia con degli arrangiamenti carichi di funk, di ombreggiature elettroniche e un groove bello sostenuto. Dieci brani nel carniere: si parte, a spron battuto, con Cantaloop, cavallo di battaglia negli anni Novanta degli Us3 (che campionarono e mutuarono Hancock), che sottolinea la sintesi corale del quartetto e la perfetta amalgama dei registri vocali. Si va nel dancefloor – come anni addietro era successo – con Swing Balboa, dove la tecnologia fa quadrato con le swinganti voci evergreen dei Manhattan. A sorpresa arriva The Man Who Sailed Around His Soul degli XTC, che guadagna punti grazie all’intreccio delle voci e al profondo arrangiamento orchestrale. L’electro-swing fa capolino nelle pieghe di Shake Ya Boogie. In Sometimes I Do si fa un salto nel passato, con il mid-tempo che decretò il successo planetario del gruppo statunitense; scelta che si ripresenta in Ugly Man (di Rickie Lee Jones) ben foderata di modern soul, e in Paradise Within, più d’antan. Nel mezzo c’è anche una rispettosa versione di Tequila. Un disco dalle mille anime, per un gruppo che ha sempre la capacità di stupire e mai annoiare.

Ayroldi

[da Musica Jazz, giugno 2018]

 


 

DISTRIBUTORE

Self

FORMAZIONE

Janis Siegel, Cheryl Bentyne, Alan Paul, Trist Curless (voc.), più altri.

DATA REGISTRAZIONE

Los Angeles, date scon.