Kit Downes «Obsidian»

397

AUTORE

Kit Downes

TITOLO DEL DISCO

«Obsidian»

ETICHETTA

ECM

 


 

Strano personaggio, Kit Downes: si è formato nel coro della cattedrale di Norwich, dove ha imparato ha suonare l’organo, e in seguito, si è innamorato del jazz ascoltando Oscar Peterson. Simili trascorsi ne hanno fatto un musicista eclettico quanto basta, ed è sufficiente un rapido cenno alla sua giovane carriera, ricchissima di collaborazioni (da Gilad Atzmon a Stan Tracey e ai Nostalgia 77), per capire l’origine delle sue scelte eterogenee, che lo hanno portato al sodalizio sperimentale con Challenger, ma anche al più classico quartetto Neon capitanato dal maturo Stan Sulzmann. Ed è proprio nelle vesti di pianista jazz che Downes è approdato all’etichetta di Eicher, nel quintetto che suona nel disco di Thomas Strønen, «Time Is A Blind Guide» (2015).

Per la sua prima uscita da titolare di un album ECM, Kit Downes ha però scelto di rivisitare i suoi trascorsi giovanili producendosi in una serie di performance con l’impiego di antichi organi a canne. Due di questi sono a Suffolk, uno nella Snape Church of John the Baptist e l’altro alla Bromeswell St. Edmund Church, mentre il terzo è all’interno della londinese Union Chapel Church. Tre organi di dimensioni diverse, uno grande (quello londinese, risalente al 1877), uno medio e uno piccolo (quest’ultimo in origine era un harmonium ed è dunque senza pedaliera), che hanno consentito a Downes di dar vita a una musica varia per dinamica e per volume.

Il confronto tra la leggiadra e regale Kings che apre le danze, registrata a Londra, e la conclusiva The Gift, eseguita con il piccolo organo della St. Edmund Church, rende conto dell’ampio il raggio d’azione di Downes. Scorrono in sequenza composizioni misteriose e senza tempo, ora oscure ora limpide, sempre suggestive e ricche di variazioni, brani per lo più scritti o rielaborati sulla base di precedenti improvvisazioni, come la misterica Ring Of Saturn in cui Downes è impegnato all’organo di medie dimensioni. Posta al centro dell’album è Modern Gods, dove è in azione il sodale Challenger, una marcia in più che ne fa senz’altro la gemma del disco.

Fucile


 

DISTRIBUTORE

Ducale

FORMAZIONE

Kit Downes (organo a canne); Tom Challenger (ten.) in un brano.

DATA REGISTRAZIONE

Suffolk e Londra, novembre 2016.