Jazz in Europa: Forme-Dischi-Identità (Guido Michelone)

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Come avverte nella premessa Jesse Chastain della Zeitland University Of Jazz and Popular Music: non è una storia del jazz europeo. Michelone suddivide il lavoro sostanzialmente in due parti: nella prima riepiloga e cataloga le forme e gli stili del jazz Made in Europe, partendo dall’anno 1920 con il cabaret, passando per il boom economico degli anni Cinquanta e Sessanta e ripercorrendo gli anni caldi delle contestazioni giovanili (e non) degli anni Settanta fino a giungere al periodo coevo con le declinazioni attuali della musica afroamericana. La seconda parte è una carrellata di opere e dischi che hanno segnato, secondo il pensiero dell’Autore, l’evoluzione del jazz europeo. Prima con le opere più significative, quelle di Krenek, Komeda, Vian, Gullin, Johansson, Gaslini e altri; la seconda con diciotto album che hanno fatto da colonna sonora alle contestazioni giovanili: da Mayall a Tippett, Garbarek, Ponty e Schiano e chiudere il cerchio con gli anni Ottanta da Vitous a Odwalla o Sinoupolos. Una selezione trattata con il piglio della recensione, approfondita da didascalie storico-biografiche. Chiude il lavoro una corposa discografia essenziale dei cinquantacinque stili trattati.

Casa musicale Eco, Monza 2016. Pagine 180; euro 18,00

Alceste Ayroldi