Intervista a Salvador Repilado Labrada

L'eredità di Compay Segundo continua a vivere: Salvador Repilado racconta la storia, il suono e il futuro di El Grupo Compay Segundo. Il gruppo si esibirà l’8 agosto a Monteroduni in occasione dell’Eddie Lang Festival.

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A oltre vent’anni dalla scomparsa di Compay Segundo, la sua musica continua a risuonare sui palcoscenici di tutto il mondo grazie a El Grupo Compay Segundo. Alla guida della formazione c’è Salvador Repilado Labrada, bassista, direttore musicale e figlio del grande maestro del son cubano, impegnato a preservarne l’identità artistica senza rinunciare a nuove prospettive creative. In questa intervista ripercorriamo la straordinaria eredità di Compay Segundo, l’attualità del progetto musicale e la genesi di Vivelo, l’ultimo lavoro discografico che coniuga inediti e fedeltà a uno stile entrato nella storia della musica cubana.

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Cosa significa salire sul palco oggi con il nome di Compay Segundo?
Per noi è una grande responsabilità, poiché Compay Segundo era il nostro leader, il nostro maestro e, soprattutto, un’enciclopedia in termini di conoscenza di tutti i ritmi di Cuba e dell’America Latina. Conosco bene tutte le lezioni che Compay Segundo ha imparato fin da giovane, la sua passione per la musica. Ha studiato clarinetto nella Banda Municipale di Santiago de Cuba. Era una persona molto esperta di musica, non solo di musica popolare ma anche di musica classica. Dobbiamo preservare la sua musica come lui avrebbe voluto.

Salvador, ripensando al passato, qual è il primo ricordo musicale che ti lega a tuo padre?
Il primo ricordo che mi lega a mio padre è che fin da quando ero bambino ascoltavo sempre tutte le prove che faceva con i musicisti a casa nostra. Mio padre faceva molta musica in casa; suonava il suo strumento, l’armónico. Spesso accordava e usava il clarinetto per certi passaggi delle sue canzoni. È questo il ricordo che mi lega a mio padre fin dall’infanzia: fare musica in casa.

Salvador Repilado Labrada

Ti senti più il figlio di Compay Segundo o il custode della sua eredità artistica?
Credo che essere il figlio di Compay Segundo sia qualcosa da cui non posso sfuggire per natura. Come custode della sua eredità, credo di essere riuscito a continuare a portare la sua musica in giro per il mondo. Sono sia suo figlio che il suo custode.

Quando hai capito che il progetto non sarebbe stato una semplice commemorazione, ma un gruppo vivo con una propria identità?
Il progetto che abbiamo attualmente, che porta il nome di Compay Segundo, ha una sua identità ben definita. Pur continuando l’eredità e la musica di mio padre, ha una sua identità e si è già fatto conoscere in tutto il mondo come un gruppo che dà prestigio alla musica di Compay Segundo.

Grupo Compay Segundo

Cosa ti ripeteva più spesso Compay Segundo durante i tour?
Quello che mi ripeteva di più durante i tour era di essere sempre coerente con l’integrità del gruppo, di creare sempre nel miglior modo possibile un rapporto cordiale tra i musicisti perché, per essere un musicista su un palco prima bisogna sentirsi bene, ci deve essere coesione, deve esistere amicizia e intesa tra tutti i musicisti. E me lo ripeteva sempre. Diceva che prima di essere un grande musicista, devi essere una grande persona.

Ci sono insegnamenti umani di Compay che continuano a guidare le vostre decisioni?
I rapporti umani di Compay continuano a guidarci. Ci ha insegnato a fare la musica più onesta possibile, a mantenere buoni rapporti tra i membri del gruppo e a trasmettere i suoi insegnamenti su ogni palco del mondo in cui siamo stati e in cui suoneremo.

Nel 1996, Ry Cooder arrivò all’Avana e tutto cambiò. Vi rendevate conto di stare vivendo un momento storico?
Nel 1996 Ry Cooder arrivò a L’Avana con un progetto che doveva iniziare con una serie di formazioni latinoamericane, ma lui preferì contattare musicisti tradizionali. Una volta lì, percepì l’atmosfera che circondava la musica tradizionale e cominciò a convocare quelle persone che avevano una certa rilevanza nel contesto della musica roots, della musica tradizionale. E una di queste persone era proprio Compay Segundo, che era ancora attivo, era già membro stabile della Warner Records e aveva già pubblicato degli album. Ma c’erano anche altri musicisti, grandi figure e grandi artisti che si erano ormai in qualche modo allontanati dalla musica.

Grupo Compay Segundo

Quanto spazio c’era per l’improvvisazione durante quei concerti?
L’improvvisazione in musica è un elemento fondamentale perché offre un’idea dell’immaginazione dell’artista sull’interpretazione della musica stessa. Per me, l’improvvisazione è tutto nella musica. Se non c’è improvvisazione, è come se non ci fosse ricchezza, come se la musica non avesse radici. Non si può eseguire un brano — e nel caso di Compay Segundo, lui sì che improvvisava — come se fosse una ripetizione costante dello stesso tema.

Cosa ne pensi oggi dell’etichetta Buena Vista Social Club? È un marchio, una rivoluzione culturale o uno stato mentale?
Nel mio caso, essendo stato una figura chiave del progetto Buena Vista Social Club, perché vi ho partecipato e ci ho suonato, credo che sia stato un evento mediatico di portata mondiale. Ricordo le prime sessioni, le prime prove, e non avrei mai immaginato che molti di quei musicisti, che si erano un po’ allontanati dalla musica per anni, potessero creare una tale ricchezza, un tale livello di improvvisazione e un linguaggio musicale così ricco come quello che è emerso durante quelle sessioni. Non si trattava solo delle sessioni; bisogna guardare le sessioni e poi ascoltare l’album. L’album è una cosa, e le sessioni in cui quei musicisti suonavano e ripetevano i brani erano un altro album, un’altra forma di improvvisazione che spesso non compariva sul disco. Quando ho sentito il gruppo suonare per la prima volta, è stata pura magia; era un suono davvero radicato nella tradizione, un suono molto innovativo, che ha attirato l’attenzione di molte persone in tutto il mondo. All’epoca fu un evento, una rivoluzione culturale. Ora è un marchio.

Hai suonato Chan Chan migliaia di volte: cosa provi ancora quando senti le prime note?
Ogni volta che suono e sento le prime note di Chan Chan, provo la stessa sensazione del primo giorno. Cerco sempre di avvicinarmi il più possibile alla visione musicale di Compay Segundo. Anche se l’ho suonata moltissime volte su innumerevoli palcoscenici, sento che quando vengono suonati i primi accordi è come se fosse una canzone nuova per me e mi sento proprio come se fosse il primo giorno in cui l’ho suonata.

Perché questa canzone continua a emozionare il pubblico di tutte le culture e generazioni?
Credo sia perché è una canzone che trasmette un’intensa emozione musicale; è molto sentimentale. È anche una canzone che incarna le radici della musica cubana.

Grupo Compay Segundo

Macusa, Las Flores de la Vida, Sabroso, Anita: quale cattura meglio l’anima di Compay?
Molte delle canzoni di Compay Segundo erano dedicate a persone, amici, familiari, ma in particolare dedicò Anita a sua moglie. Credo che avesse un significato molto speciale per lui quando la suonava. Gli trasmetteva un’emozione particolare perché era una canzone dedicata a quella giovane donna che aveva incontrato e che era stata al suo fianco per oltre 40 anni.

Quanto è importante rimanere fedeli alla tradizione e quanto è necessario evolversi?
La musica sta attraversando molti cambiamenti a causa della produzione tecnologica e di tutti i nuovi strumenti che sono stati creati. Ma c’è una cosa importante. Dobbiamo mantenere le radici e le tradizioni della musica. Credo che sia necessario evolversi, ma evolversi senza abbandonare il passato e la tradizione.

Ci sono rituali o momenti condivisi prima di ogni concerto?
Salire sul palco per ogni concerto comporta sempre un certo impegno e lo si deve a quei momenti un po’ intimi vissuti dal gruppo, in cui si discutono diversi dettagli, il modo in cui inizieremo ogni brano, come sarà la nostra interpretazione e, soprattutto, la massima attenzione che dedicheremo all’esecuzione dei brani dei Compay Segundo.

Presto sarete in Italia per l’Eddie Lang Festival. Cosa può aspettarsi il pubblico?
Partecipare all’Eddie Lang Festival è un onore per noi, poiché Lang è stato un grande musicista, un artista molto apprezzato qui a Cuba. Speriamo che il pubblico si senta in sintonia con la nostra musica; sarà musica alternativa e cercheremo di catturare l’essenza di questo grande festival.

Grupo Compay Segundo

Quali sono i vostri obiettivi e impegni futuri?
Gli obiettivi e gli impegni del gruppo Compay Segundo sono: continuare a lavorare su nuovi brani inediti di Compay Segundo; continuare ad approfondire la conoscenza dell’ armónico, uno strumento creato dai Compay Segundo, che possiede innumerevoli registri e forme melodiche.Credo che la musica di Compay Segundo, presentata in vari festival, ci nutrirà ulteriormente con questo maggiore impegno affinché la sua musica perduri nel tempo.
Alceste Ayroldi

 

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