Gianlivio Liberti Levity Trio «Black Thought»

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AUTORE

Gianlivio Liberti 

TITOLO DEL DISCO

«Black Thought»

ETICHETTA

Angapp Music


Asciutto, forte e tenace. Dieci brani che appartengono al patrimonio universale del jazz, con Liberti conduttore abile nel tenere insieme il veemente sassofono di Rubini e le elastiche e puntuali corde di Bassi. Liberti fa da perno ritmico, ma anche armonico (in combine con Bassi). E il risultato è che l’assenza del pianoforte non la si ascolta. Già Footprints sembra viaggiare su altri canali, così anche What Is This Thing Called Love?, bruciante nei suoi cambi ritmici magistralmente gestiti dal leader che sa spronare e tirare le redini con assoluta chiarezza d’idee. Bella e tenebrosa è Nature Boy, con l’assolo pieno e sentito di Bassi. Liberti ha una naturale capacità di suonare ritmi incrociati o raddoppiati, con rullate secche e brevi, ma anche magnifiche invenzioni con i piatti. Il trio ha un tiro impeccabile, sempre attento a non perdere battute, come nel rigore espositivo di Jayne di Ornette Coleman passata al setaccio da Bassi e dal sorprendente incalzare di Liberti, che fa coppia con Lonely Woman, dove il leader mette in scacco il confronto binario-ternario e Rubini azzanna la melodia; la coppia ornettiana si lega a una sassosa Speak No Evil. All The Things You Are viene riletta e passata al letto di Procuste con passaggi afro sottolineati dagli eloquenti tamburi di Liberti e dalle piene, rotonde e brumose corde di Bassi.
Alceste Ayroldi


DISTRIBUTORE

an-gapp.com

FORMAZIONE

Mike Rubini (alto), Giuseppe Bassi (cb.), Gianlivio Liberti (batt.).

DATA REGISTRAZIONE

Loc. e data scon.