Federica Michisanti: è uscito «Afternoons»

987
Foto di Riccardo Musacchio/Fondazione Musica per Roma

Oggi, 29 settembre 2023, è uscito il quinto album di Federica Michisanti – il secondo prodotto da Parco della Musica Records – dal titolo «Afternoons».
Alla contrabbassista romana si aggiungono tre dei musicisti più attivi e riconosciuti nel panorama musicale europeo: i clarinetti sono suonati da Louis Sclavis, che ormai già da qualche anno è un regolare collaboratore dei progetti di Michisanti, Vincent Courtois al violoncello e Michele Rabbia alla batteria e all’elettronica.

 

 

 

 

 

 

I nostri lettori conoscono ormai benissimo Federica Michisanti, bassista e compositrice, vincitrice del nostro Top Jazz 2018 come miglior Nuovo Talento, del Top Jazz 2020 con il suo progetto Horn Trio come miglior formazione italiana dell’anno e del Premio Siae 2019.

Pur confermando la scelta di suonare senza strumenti armonici, per la prima volta Michisanti inserisce la batteria nella formazione coinvolgendo una personalità poliedrica come quella di Michele Rabbia, che non si limita a svolgere il ruolo tradizionale di sezione ritmica ma crea colori ed atmosfere avvalendosi dell’elettronica e dell’utilizzo
di un ampio numero di oggetti che esulano dal set tradizionale di un batterista.

«Afternoons» include sette composizioni, tutte firmate da Michisanti, due delle quali (Nocturne e Spot) sono unite da un’improvvisazione libera che dalla coda del primo brano, più lirico ed evocativo, le porta verso il successivo, più ritmico e frenetico. Tutte le composizioni mostrano sonorità che attingono dalla musica colta europea e dall’avanguardia jazzistica e hanno varia natura: a volte si tratta di temi rubati che sfociano in improvvisazioni libere, come in Two, o improvvisazioni più strutturate, come in Not; a volte sono melodie che si adagiano su una linea di basso ripetitiva, come Sufi Loft, oppure linee melodiche che si intrecciano formando un’armonia che cambia di continuo come in Floathing (da cui il gioco di parole che sta ad indicare un qualcosa che fluttua in continuo movimento) o, ancora, brani che presentano passaggi più aperti ma destinati ad approdare a un ritmo strutturato (Be4 PM).

«Il titolo del disco evoca certi pomeriggi», spiega la contrabbassista, «pervasi da quella luce speciale che, come una seconda alba, porta la promessa di avere ancora molte possibilità prima che la giornata si concluda; oltre che passati in compagnia della musica nella creazione della maggior parte di queste composizioni, eccezion fatta per Nocturne che, come si può dedurre dal titolo, è una creatura del buio».

Foto di Riccardo Musacchio/Fondazione Musica per Roma