Dee Dee Bridgewater and the Memphis Soulphony, Milano, 15 ottobre 2019

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Quaranta di carriera e sessantanove d’età, la first lady del soul che fa tremare il palco torna a Milano: Dee Dee Bridgewater. Carisma, presenza scenica, voce stellare. Tutto questo, arricchito dalla band, la Memphis Soulphony (Barry Campbell, Charlton Johnson, Bryant Lockhart, Jeanine Norman, Shontelle Norman, Curtis Pulliam, Carlos Sargent, Farindell «Dell» Smith), a incorniciare la forza scatenante di ogni suo live.

Bryant Lockhart & Dee Dee Bridgewater – Foto di Soukizy

La setlist ruota intorno al più recente album della cantante, «Memphis…Yes, I’m Ready». A detta della stessa Dee Dee, un disco fatto per se stessa, un omaggio alla sua città natale, una raccolta di perle di musica soul/r&b. Fatto anche per affrontare un momento difficile della vita, la perdita della madre.

Dee Dee Bridgewater – Foto di Soukizy

Ascoltiamo tra i brani, infatti, Soul Finger, Goin’ Slow Down, Givin’ Up, Why (Am I Treated So Bad), Don’t Be Cruel. La partecipazione è assicurata: il pubblico è in fiamme sin dal momento in cui Dee Dee appare sul palco, la sala è un contenitore di entusiasmo e coinvolgimento. Non potrebbe essere diversamente: occhialoni luccicanti e cappello, un sorriso che illumina e scalda la notte, la vediamo scatenare non solo il suo registro vocale ma anche le doti di ballerina e intrattenitrice.

Dee Dee Bridgewater – Foto di Soukizy

Una femminilità raffinata, una personalità forte, sensuale, generosa, teatrale, divertente e toccante allo stesso tempo: l’estrosa diva ci regala una spinta avvincente, cui non si resta indifferenti, che risuona per quasi due ore in un concerto dall’anima immensa, come è Dee Dee Bridgewater.

Dee Dee Bridgewater – Foto di Soukizy

Soukizy