Kip Hanrahan «Crescent Moon Waning»

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AUTORE

Kip Hanrahan

TITOLO DEL DISCO

«Crescent Moon Waning»

ETICHETTA

American Clavé

 


 

Hanrahan merita come pochi altri la definizione di artista sottovalutato, anzi, per dir meglio, di genio incompreso, ingiustamente pretermesso e tagliato fuori da ogni possibile logica di produzione e di mercato. Sicché, trascorsi ben sei anni («At Home In Anger» è del 2011), questo album – disponibile in qualche modo, ma non senza difficoltà, fin da maggio dello scorso anno – vede la luce dopo peripezie assortite e grazie – tra l’altro – a due diverse campagne di crowdfunding, realizzate nel 2015 e nel 2016. Scorrere la lista dei musicisti coinvolti (impressionante di certo non soltanto per quantità) dà sommariamente conto delle difficoltà sottese alla realizzazione dell’opera, registrata a partire da luglio del 2015 e sino alla fine del 2016. La proverbiale tendenza di Hanrahan alla perfezione contribuisce a spiegare l’ulteriore ampio lasso di tempo resosi necessario per la pubblicazione finale. Il risultato è abbastanza tipico e attinge quello che può essere affermato, senza dubbio, come il risultato più alto sinora raggiunto dal suo autore: un suggestivo susseguirsi di (brevi) quadri musicali, legati (e insieme innervati) dal ricorso alla forma-canzone, espressivi di una visione originalissima, che combina insieme la continuità ossessiva del tappeto percussivo, il Latin-tinge, i rimandi al jazz, al funk e al rock. Il tutto miscelato nel sensuale (se non a volte esplicitamente erotico) e lento scorrere di una trama narrativa inesorabile, da film noir, che si fa carico di affermare che anche la testa appartiene al corpo, anche la mente è cuore. Difficile far scelte, nel succedersi dei venti brani che compongono l’opera, cuciti e intrecciati in un continuum indivisibile: la nostra opinabilissima preferenza va all’insinuante Dancing With Sweetness, Tonight, alla struggente Silvana Laughs At The Film Noir Shadows (For Silvana Deluigi) e alla chiusura dal vivo di All Us Working Class Boys, non fosse altro che per la suggestione di riascoltare la voce di Jack Bruce. In estrema sintesi: un disco tanto unico quanto imperdibile.

Cerini

[da Musica Jazz, febbraio 2019]

 


 

DISTRIBUTORE

FORMAZIONE

Charles Neville, Chico Freeman, Craig Handy, J.D. Allen (ten.), Josh Sinton, Mario Rivera (bar.), Alfredo Triff (viol.), Michael Chambers (chit. el., voc.), Andy Gonzalez, Yunior Terry (chit. b.), Fernando Saunders (b. el., voc., cello, chit.), Giacomo Merega, Steve Swallow (b. el.), Anthony Carillo, Giovanni Hidalgo, Milton Cardona, Richie Flores, Steve Berrios (congas), Luisito Quintero (congas, timbales, perc.), Robby Ameen (batt., perc.), Ignacio Berroa (batt.), David Rodriguez (nastri, el.), Grayson Hugh, Miss Jennifer Hernandez, Lucia Ameen, Lucy Penabaz, Roberto Poveda, Senti Toy, Xiomara Laugart (voc.), Jack Bruce (voc., b. el.), Brandon Ross (voc., chit. el, banjo), Kip Hanrahan (perc., dir.).

DATA REGISTRAZIONE

Loc. e date varie.