Tom Rainey Trio «Combobulated»

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AUTORE

Tom Rainey Trio

TITOLO DEL DISCO

«Combobulated»

ETICHETTA

Intakt


Il trio di Tom Rainey licenzia il quarto disco in poco meno di dieci anni, offrendo al pubblico la registrazione di un concerto al Firehouse 12. La formazione conferma tutto il buono che dei tre, riuniti in gruppo, si sapeva, garantendo all’improvvisazione una forte dimensione di struttura (viene quasi naturale pensare all’arguzia usata da Peter Kowald quando amabilmente discettava di «una forma che viene dopo») e gestendo la complessità attraverso il moto centrifugo di una molteplicità di spunti diversi, pure riattratti verso il centro di un insieme finale con mirabile coerenza. Merito della personalità dei musicisti, della devozione riposta in una precisa idea di dialogo, rispetto all’ideale della composizione istantanea e della lunga frequentazione (che per il leader e la sassofonista, lo ricordiamo, è anche un fatto di vita). La musica, che pure rifugge da enunciati melodici definiti, si fonda su micro-strutture che si incastrano efficacemente tra esse, garantendo un flusso senza cadute di tensione, anche ove i tempi si ampliano sino ai limiti dell’estremo (come nell’iniziale brano eponimo, che culmina con una coda di intensità abbacinante). La costruzione di senso poggia molte volte sulle pulsanti densità metalliche che il batterista riesce a creare con nota maestria (ne siano esempio Fact e Splays Itself, brani che evocano un’espressività noise), ma sebbene questo supporto sia in qualche modo consustanziale alla musica, nello stesso tempo esso non può prescindere dalle annodate traiettorie della Halvorson e dall’inesauribile gamma di espressioni sonore della Laubrock, entrambe refrattarie a un discorso idiomatico. Nel disco c’è comunque spazio anche per altro, laddove il furore e il pieno cedono alla quiete pensosa e alla spazia- lizzazione, come nell’assorto momento di Point Reyes, con il sassofono a mimare un delicato suono di flauto, o nel cesello spettrale di Isn’t Mine. La chiusura di Torn Road (David Torn ha curato la post-produzione dell’album) è all’insegna di una dimensione ambient che Rainey si fa carico di dissolvere con cupi tuoni. Disco davvero molto bello, consigliato a chi sia già avvezzo al genere ma anche a chi voglia avventurarsi in esso.

Cerini

[da Musica Jazz, maggio 2019]


DISTRIBUTORE

Goodfellas

FORMAZIONE

Ingrid Laubrock (ten.), Mary Halvorson (chit.), Tom Rainey (batt.).

DATA REGISTRAZIONE

New Haven, 2017.