Dossier

Gato Barbieri: 1964, in attesa del paradiso

La figura di Leandro Barbieri, per tutti «Gato», sassofonista argentino di origini italiane – e dall’Italia decollato, negli anni Sessanta, verso una carriera di rilievo internazionale – ha rappresentato una sorta di ponte tra le musiche popolari del Sud delle Americhe e la tradizione africana-americana, tra panafricanismo e panamericanismo, tra mainstream e free. Questi argomenti hanno infiammato anni che ormai paiono remoti, ma oggi, a conti fatti, rischiano di essere dimenticati. Ciò avviene, paradossalmente, in un momento in cui lo stesso terreno che fu dissodato da Barbieri negli anni Settanta appare più fertile, ora che un melting pot che fu largamente raccontato, spesso in modo strumentale e in una misura ampiamente eccedente il dato reale, sta esplodendo in modo irrefrenabile, sospinto anche da una logica di «nuovo meticciato culturale» (l’espressione è di Gianni Gualberto), che opera in modo inverso. La constatazione di questo paventato oblio prende corpo anche nel rilevare […]

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