Carlo Maria Barile Coffee Street Trio «Manhattan Suite And Other Stories»

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AUTORE

Carlo Maria Barile

TITOLO DEL DISCO

«Manhattan Suite And Other Stories»

ETICHETTA

Da Vinci Jazz


Ci vuole una solida preparazione d’ampio respiro per mettere insieme un lavoro del genere. Un lavoro che tiene a mente tutto: dalla classica al miglior jazz mainstream, europeo e con un distillato di sensibilità armonica italica. Barile ha questa doppia anima. La sua sensibilità e il suo background artistico lo collocano sia come un raffinato e colto pianista jazz, sia come un eccellente organista classico, tra i più richiesti sulla scena internazionale. Il frutto dell’incontro di queste culture è sintetizzato in questo disco. Si badi bene: Barile non rilegge – come è d’uso di questi tempi – il classico piano-jazz-trio, ma conia un linguaggio così personale da potersi collocare nell’Olimpo delle recenti produzioni di tale fatta. La suite è costruita con tutte le regole al posto giusto, dal Prelude, dove i finimenti della classica del Novecento abbracciano le note del jazz. E da subito si intuisce che sarà un disco ricco di sorprese, dai cambi ritmico-metrici, con Di Monte a gestire il tutto con incomparabile abilità nel gioco dei piatti e una perfetta leggibilità ai tamburi; gli fa compagnia Di Modugno con un suono molto arioso, fondato sul respiro e la dislocazione dei silenzi. Rockfeller Center si palesa con un intro di pianoforte in bilico tra una fuga e le blue notes, prima che i sodali intervengano gestendo le linee melodiche. Barile sa gestire i contrasti e le nuance su ogni tensione ritmica. E la liturgica Ground Zero ne è la riprova; così come attesta la sapienza classica del leader nel vibrante lirismo del brano eseguito in solitudine. Il trio viaggia a meraviglia anche nel blues, impastandolo di swing, mercé le linee dorate dipinte da Di Monte, che controlla alla perfezione il volume sonoro, lasciando il walking alle corde ben tornite di Di Modugno. Barile scarta ogni dubbio, padroneggiando lo stride (Revival Blues). E tra jazz d’antan e classica, si inserisce la turbolenta Skycrapers forgiata nella fucina della scuola europea, con passaggi tempestosi, quietudine inquieta e folate di accordi. Al di fuori della suite troviamo All The Things I Am, ispirata al celeberrimo brano di Jerome Kern, ma anche a Bach e Handel: il risultato è di una sconcertante verità, sempre più assoluta: la classica e il jazz appartengono allo stesso ceppo etnico, quello della bella musica. Ma bisogna saperla fare. E Carlo Maria Barile appartiene a quest’ultima specie, di quelle in via di estinzione.

Alceste Ayroldi


DISTRIBUTORE

davinci-edition.com

FORMAZIONE

Carlo Maria Barile (p.), Vito Di Modugno (b. elettrico.), Michele Di Monte (batt.).

DATA REGISTRAZIONE

Bari, 1 e 2-8-18.