Roberto Bonati «Vesper and Silence»

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Musica Jazz Radio

AUTORE

Roberto Bonati

TITOLO DEL DISCO

«Vesper and Silence»

ETICHETTA

ParmaFrontiere


Folgorato da ragazzo sulla via del contrabbasso dall’ascolto di India di Coltrane (lì i bassisti erano due, Jimmy Garrison e Reggie Workman), Roberto Bonati ha messo nella maturità il suo strumento al servizio di svariati leader (Gaslini e Trovesi in testa), col passar degli anni coltivando in maniera sempre più capillare progetti propri.

Per un bassista contemporaneo la pratica del solo prima o poi batte alla porta. In questo suo nuovo lavoro, eco di una live performance nell’abbazia medievale di Valserena, il musicista parmense dimostra quanto tale pratica gli sia congeniale. In certi casi (specie per uno strumento poco affermativo come il contrabbasso) il rischio di suonarsi addosso è sempre lì dietro l’angolo, e quindi la salvezza non può che risiedere nella capacità di dare una struttura, una regia, al proprio deambulare. Bonati lo fa ottimamente, partendo, nell’ampio brano che apre e intitola l’album, da rumorismi molto atmosferici, per così dire «iniziatici» (appunto), sulla cassa dello strumento, che a seguire prende a suonare alternando l’archetto (in cui eccelle) e il pizzicato – fisiologicamente, d’altra parte – nel segno di una ricerca sul suono costante e capillare. C’è una breve digressione onomatopeico-percussiva nel brano intitolato – guarda caso – Campane, settimo dei dodici totali, ma per il resto è suono puro di contrabbasso, scuro e profondo, a tratti cantabile, altrove più austero, sempre fortemente intenzionale.

Un disco da gustare a piccoli sorsi, oppure immergendovisi a capofitto: dovendo farlo, consiglieremmo la prima strada.

Bazzurro

[da Musica Jazz, settembre 2019]


DISTRIBUTORE

parmafrontiere.it

FORMAZIONE

Roberto Bonati (cb., campane).

DATA REGISTRAZIONE

Abbazia di Valserena, Parma, 20-7-17.

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