Jean Derome «Sudoku pour Pygmées»

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AUTORE

Jean Derome

TITOLO DEL DISCO

«Sudoku pour Pygmées»

ETICHETTA

Ambiances Magnétiques


Ideata da Derome circa venticinque anni fa, la formazione Dangerous Zhoms + ricompare periodicamente a dare forma ai suoi lavori. Quest’ultima fatica del quebecchese vede l’arrangiamento su misura per il gruppo – che qui appare in forma eccellente – di tre composizioni scritte a distanza di una decina d’anni l’una dall’altra. La più antica, 7 danses (pour «15»), risale al 1989, l’intermedia è 5 pensées (pour le caoutchouc dur) scritta nel 2001, mentre il brano eponimo ha data 2010. Quest’ultimo, pur basandosi su un rompicapo come il sudoku, nella cui griglia Derome ha sostituito note ai numeri per allestire strutture in grado di emulare la musica vocale dei pigmei, è nei fatti un godibilissimo e sinuoso movimento d’insieme che, nel suo procedere per innesti, dà modo ad alcuni solisti di mettersi in bella evidenza, in particolare a Leroux al tenore e allo stesso Derome al baritono, ispido e contemporaneamente pastoso.

Le sette danze della composizione di più vecchia data, a loro volta, sono omaggi a generi musicali, popolari e colti, opportunamente giustapposti con tanto di affondi nel rock (con Falaise in evidenza) e di sconfinamenti in trame armoniche assai astratte, passando per il «folk in opposition», per così dire, del primo movimento. A ben vedere tutte e sette le danze, complice anche l’età, suonano come una versione aggiornata e altrettanto minacciosa del songbook dei nonni Henry Cow, specie la numero sei, Pastourelle.

Al medesimo gioco musicale si ispira l’altra composizione articolata in cinque movimenti, come indicato dal tiolo. Anche qui i rimandi sono in più direzioni, tutte squisitamente jazzistiche: nella Deuxième pensée: Relaxed And Witty, con Freedman in bella mostra al clarinetto basso, si avverte netta la presenza delle linee sghembe della scrittura monkiana; nella Troisième pensée: Processional, Noble And Expressive, è palpabile il rimando alla musica sacra del Duca. Qui a mettersi in mostra sin dall’inizio è Thomson. Si chiude con un bel pastiche tra danza paesana e smarrimenti free. Ciò che colpisce nel complesso è la freschezza che ancora segna la musica di Derome, nell’occasione sgombra anche da appesantimenti letterari e teatrali di alcuni lavori del passato.

Fucile

[da Musica Jazz, giugno 2019]


DISTRIBUTORE

jeanderome.bandcamp.com

FORMAZIONE

Craig Pedersen (tr.), Scott Thomson (trne.), Jean Derome (alto, bar., fl.), André Leroux (ten., cl.), Lori Freedman (cl., cl. b.), Julie Houle (tuba), Guido Del Fabbro (viol.), Bernard Falaise (chit.), Guillaume Dostaler (p.), Pierre Cartier (cb.), Pierre Tanguay (batt.), Olivier Maranda (perc.), Jean René (dir.).

DATA REGISTRAZIONE

Montréal, 12–13 marzo 2018.