Tony Oxley «Frebruary Papers»

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AUTORE

Tony Oxley

TITOLO DEL DISCO

«February Papers»

ETICHETTA

Discus


Secondo atto di una lodevole attività collaterale dell’etichetta di Martin Archer: il restauro con
conseguente ristampa di album da tempo non più disponibili, pescando nel decennio d’oro
dell’improvvisazione europea. Cosicché, dopo l’insperato recupero lo scorso anno di «The
Unlonely Raindancer» di Keith Tippett, ora tocca a questo disco originariamente pubblicato
nel 1977 dalla Incus, il secondo (e ultimo negli anni Settanta) uscito a nome di Oxley per l’etichetta che egli stesso aveva contribuito a fondare. Diversamente dalla prima uscita, risalente a due anni prima, qui la compagnia riunita ha tutt’altre caratteristiche, per certi versi più su misura della sperimentazione sonora prediletta da Oxley. Il solo Guy rimase a far
da ponte con la precedente uscita, ma ance (Evan Parker) ottoni (Paul Rutherford) e piano
(Howard Riley) vennero messi da parte per fare posto, come si può leggere sopra, a un
quartetto di strumenti a corda assai inconsueto, all’epoca soprattutto. In questo modo Oxley
ottenne un impasto timbrico in grado di raggiungere sufficiente astrazione, con un susseguirsi
di addensamenti e di veri e propri grumi sonori, di contrasti, squarci e aggrovigliamenti
nei due quartetti (che escludono Brighton), tra i quali spicca per tensione e inquietudine, la
trama di Chant-Quartet, e nei due trii (fuori restano Guy e Bourne), dei quali è preferibile
Trio sostanziato dal drumming superbo del leader e minori affanni nel tormentare le corde. A
onor del vero, come nel disco precedente, la porzione migliore dell’album è costituita dalle
tre improvvisazioni solitarie di Oxley, lungo le quali tra paesaggi scuri e tormentati, si apprezza non solo il ricercatore di suoni, in evidenza nel conclusivo On The Edge (To E.P), ma anche e soprattutto un eccellente batterista jazz (Brushes è esplicito in tal senso), capace di frammentare  e ricostruire il ritmo e di variare i timbri grazie al personale arsenale percussivo all’epoca già stupefacente macchina sonora. Tutto trova sintesi nel terzo solo, Combination, fluida mescola di drumming e rumorismo. Eccellente la rimasterizzazione realizzata con la supervisione dello stesso Oxley.
Fucile

Pubblicata sul numero di gennaio 2021 di Musica Jazz


DISTRIBUTORE

discus-music.co.uk

FORMAZIONE

Ian Brighton (chit.), Philipp Wachsmann (viol.), David Bourne (viol.), Barry Guy
(cb, b. el.), Tony Oxley (perc. elettr., viol.).

DATA REGISTRAZIONE

Londra, febbraio 1977.