MARCO GAMBA «I Have a Dream»

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AUTORE

Marco Gamba

TITOLO DEL DISCO

«I Have a Dream»

ETICHETTA

Abeat

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Forse non è un caso che nelle note di copertina Gamba si auguri un ascolto senza fretta di questo suo ultimo lavoro. «I Have a Dream» è un autoritratto musicale composito e ricco di dettagli, in cui si intrecciano ispirazioni, filosofie compositive e soluzioni differenti, un mosaico che merita di essere analizzato con attenzione, una tessera dopo l’altra. A più di quindici anni dalla prima uscita a suo nome Gamba conferma la sua predilezione per i gruppi numerosi e ben assortiti, come questo sestetto che include tre fiati e non disdegna alcune misurate suggestioni elettroniche, dagli effetti ambientali al più classico Rhodes. Il jazzista bergamasco vuole omaggiare i sogni, quelli in grande di chi ancora crede che un mondo diverso sia possibile e quelli che più prosaicamente si intrecciano alle vicende della nostra vita quotidiana. A questo slancio ideale accompagna la sua personale rilettura del jazz contemporaneo, che si posiziona con efficacia a meta strada tra le due dicotomie tradizione-contemporaneità e scrittura-improvvisazione. La struttura melodico-armonica fa quasi sempre sentire la sua presenza, con riferimenti che variano tra hard bop, post-bop e fusion, ma lo sviluppo dei brani lascia molto spesso spazio a sezioni, intermezzi e macchie sonore di maggiore libertà. Questa impostazione si rispecchia anche nella convivenza tra l’importante ruolo affidato alla parte scritta, che emerge soprattutto nell’elaborata costruzione dei temi, e il contributo affidato all’estro dei solisti, chiamati a prendersi il rischio di nuotare anche in acque incerte, seguendo l’ispirazione del momento. 

La simbiosi tra l’aggancio a strutture ben definite e il piacere della divagazione, che i sei musicisti interpretano con grande spontaneità e naturalezza, è la vera forza del disco. Urban Reunion o Stop the Traffic, che si appoggia a un ritmo funk e ad atmosfere fusion, dichiarano subito la loro riconoscibilità e sono immediatamente inscrivibili dentro un genere di riferimento. Di The Usual Cheating e Alter Ego si apprezza la dettagliata costruzione tematica: nel primo l’iterazione di una piccola cellula molto ritmica del piano è inframmezzata dagli interventi di ciascuno dei tre fiati, poi poi approdare a una sezione collettiva; nel secondo i fiati alternano con efficacia sezioni ribattute ad altre più sinuose. In I Have a Dream un arrangiamento quasi orchestrale fa da lussuoso controcanto ad alcuni stralci del famoso discorso pronunciato il 28 agosto 1963 da Martin Luther King sui gradini del Lincoln Memorial. A tutto questo convincente sforzo compositivo, curato da Gamba, fa da contrappunto l’apporto più liberamente improvvisato dei componenti del sestetto, che si realizza soprattutto in chiave dialogica. L’esempio più riuscito sono forse le ripetute irruzioni dei tre fiati libera e divagante uscita dagli obblighi della parte scritta: li ascoltiamo in solo ma anche in variegati intrecci in coppia o in trio. L’alternanza tra questi elementi di prevedibilità e imprevedibilità dà vita un lavoro di grande eleganza e attualità, assolutamente da non perdere.

Pietro Cozzi     

DISTRIBUTORE

IRD

FORMAZIONE

Paolo Malacarne (tr.), Michaël Attias (alto), Massimiliano Milesi (ten.), Michelangelo Decorato (p., p. el., elettr.), Marco Gamba (cb., b. el.), Marco Zanoli (batt.)

DATA REGISTRAZIONE

Cavalicco, 7 e 8-12-24

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