HUGHES / MIMMO / SCHLECHTA / VOLQUARTZ «Cadenza del crepuscolo»

- Advertisement -
scrivere pushbar
AUTORE Hughes/Mimmo/Schelechta/Volquartz

TITOLO DEL DISCO

«Cadenza del crepuscolo» ETICHETTA Amirani
Se c’è uno strumento che negli ultimi anni si è reso protagonista di un ritorno prepotente quanto inaspettato, è senz’ombra di dubbio l’organo a canne. Lo si è riscoperto lungo un ampio fronte sonoro, come stanno a testimonia re gli album della serie «Hermetic Organ» di John Zorn, o i lavori di Aine O’Dwyer, Anne von Hausswolff e Sarah Davachi, per non dire di Kit Downes in un’orbita relativamente più vicina al jazz. Aveva visto lontano, il compianto Fred Van Hove, alle prese con pedaliere e tutto il resto in chiesa già quarant’anni fa, facendo da autentico progenitore di questo variegato rinascimento. In tal senso, da diversi anni, anche Schlechta si da fare in compagnia del connazionale Volquartz, incrociandosi con partner disponibili ad avventurarsi in zone poco battute se non ignote della terra dei suoni. Nasce da queste premesse il quartetto ritrovatosi a suonare nella chiesa evangelica di Hofgeismar, perché a Mimmo e Hughes non fanno certo difetto il coraggio e il piacere di avventurarsi oltre ogni frontiera. Il risultato premia l’impegno profuso dai quattro nell’esplorare un mundus subterraneus dai contorni incerti, sicuramente affine ai paesaggi interiori che prendono forma al crepuscolo; infatti, il titolo dell’album è davvero indicativo della materia sonora modellata nel corso del concerto e non soltanto un’espressione suggestiva. Il registro basso, il carattere austero, l’andamento lento e maestoso sono i tratti comuni a tutti e sei i brani, che lambiscono i territori della ambient music più oscura e del minimalismo ma evitando la monotonia spesso inevitabile da quelle parti, grazie agli interventi solistici, agli intrecci e ai rimandi, in definitiva al dialogo collettivo. Tutto appare come un viaggio tra spazi siderali durante il quale si manifestano ombre minacciose e brillii di suono, dove a tratti ci si affaccia su abissi che celano il silenzio; qui la materia sonora è mossa una vibrazione costante e si evolve costantemente. I clarinetti di Volquartz increspano l’oscurità, il soprano di Mimmo splende di luce lunare, lungo le corde del contrabbasso di Hughes scorrono dissonanze e linearità, volumi e dinamiche, bordoni e crescendo, accumuli calibrati di suono emergono dal corpo dell’organo suonato da Schlechta. Dinamiche evidenti sin dall’iniziale Gliding Over Silent Seas, che prende corpo da un grumo iniziale originato dall’organo e sostenuto dal movimento vibrante delle corde del contrabbasso da cui sorgono, si direbbero emanati, spessi filamenti di suono emessi dal clarinetto contrabbasso, mentre il soprano a sua volta sprigiona lampi istantanei e il dialogo prende forma, fino a tornare all’origine, al solo organo che pare allontanarsi e posarsi altrove nella conclusiva Il tempo dell’abbandono. Da ascolto profondo. Fucile pubblicata sul numero di maggio 2023 di Musica Jazz

DISTRIBUTORE

amiranirecords.com FORMAZIONE
Ove Volquartz (cl.b., cl. cb.), Gianni Mimmo (sop.), Peer Schlechta (organo a canne), John Hughes (cb.). DATA REGISTRAZIONE
Hofgeismar, , 8-11-21.
- Advertisement -
scrivere pushbar

Iscriviti alla nostra newsletter

Iscriviti subito alla nostra newsletter per ricevere le ultime notizie sul JAZZ internazionale

Autorizzo il trattamento dei miei dati personali (ai sensi dell'art. 7 del GDPR 2016/679 e della normativa nazionale vigente).

Articoli correlati

Thelonious Monk & John Coltrane «The Master Takes» – Musica Jazz Aprile 2026

Scarica il pdf del libretto Musica Jazz di aprile 2026 è in edicola!

Musica Jazz – Aprile 2026 – digitale

Per questioni di copyright, il download del file pdf è abilitato il mese successivo a quello di uscita della rivista.

Musica Jazz di aprile 2026 è in edicola

Musica Jazz di aprile 2026 è in edicola: protagonista della cover story è Immanuel Wilkins, il CD allegato «The Master Takes» di Thelonious Monk & John Coltrane. 18 recensioni di dischi, poi Mario Caccia e la sua Abeat, Reinaldo Santiago, Miroslav Vitous e Zev Feldman, la seconda parte dello speciale su Miles Davis sull'estate londinese del 1968, un dossier su Gato Barbieri, James Brandon Lewis, Melissa Aldana, Logan Richardson, Antonello Salis, un articolo sulla nuova carriera di solista di Flea, Vitor Araujo e molto altro!